Politica

«Sono nato con Silvio È lui il Renzi di destra»

Leonardo Bresciani ha 22 anni. Nel 1994 ne aveva tre. È cresciuto a pane e Berlusconi. Ora studia Economia ed è coordinatore di Forza Italia Giovani a Monza. Combatte il «giovanilismo» che ha invaso,...

Leonardo Bresciani ha 22 anni. Nel 1994 ne aveva tre. È cresciuto a pane e Berlusconi. Ora studia Economia ed è coordinatore di Forza Italia Giovani a Monza. Combatte il «giovanilismo» che ha invaso, improvvisamente, la politica italiana ed è convinto che Berlusconi potrà guidare il centrodestra ancora per molto. «È una questione di testa», ripete. Ha le idee chiare, Bresciani. Mette l’accento sugli imprenditori e spende il suo impegno nel partito proprio per tornare a parlare ai lavoratori autonomi, soprattutto della zona in cui vive, a due passi da Arcore. Bresciani, come è cominciato il suo impegno nel centrodestra? «Ricordo che vedevo Berlusconi in televisione e la mia famiglia l’ha sempre apprezzato e sostenuto. Mio padre, anche lui imprenditore, diceva che spesso andavano da lui clienti stranieri e gli chiedevano dove fosse Arcore. Già soltanto questo ci dava l’idea che la Lombardia e tutto il Nord fossero diventati più importanti e che, finalmente, imprenditori e artigiani potessero avere una rappresentanza adeguata in Parlamento». Cosa pensa di Berlusconi? «Ha un grande carisma, l’ho conosciuto: è una persona umana e molto gentile, non è come spesso lo descrivono giornali e televisioni. È un uomo tenace e direi anche un galantuomo perché spesso riceve attacchi molto pesanti senza rispondere». Tranne che ai magistrati. A loro risponde eccome... «E chi potrebbe stare zitto dopo vent’anni di assedio giudiziario!». Ma dopo gli ultimi due decenni, Berlusconi può ancora incidere in politica? «Sono convinto che Berlusconi cambierà il Paese. In questi anni non è riuscito a farlo a causa delle divisioni nel partito, prima Fini ora Alfano. Il Cavaliere vincerà le prossime elezioni e farà le riforme, così l’Italia tornerà ad essere una grande potenza». Nessun dubbio, dunque, sul passato? Non crede che Berlusconi abbia perso un’occasione? «No. Ma, ovviamente, dovrebbe avere la possibilità di governare. Invece, finora, hanno sempre deciso i partitini». Ma Berlusconi non sarà agli arresti domiciliari o ai servizi sociali tra pochi mesi? «Di certo continuerà a guidare Forza Italia anche fuori dal Parlamento e poi aspettiamo che l’Europa si esprima sui ricorsi che ha presentato. Potrebbero esserci sorprese. Penso davvero che Berlusconi sarà ancora decisivo». Non sogna mai un Renzi di centrodestra? «Sono stufo di questo giovanilismo. Conosco tanti giovani cretini, come settantenni altrettanto cretini. Dipende da come ragionano. Ci sono ottantenni validissimi, è solo una questione di testa». Farà politica in futuro? «Sì ma non come lavoro. La gente che vive di politica fa soltanto spendere più soldi allo Stato. Come del resto alcuni giornalisti, che non sanno fare altro che attaccare Berlusconi». Cos’è che la convince di più della nuova Forza Italia? «I valori. Sono gli stessi del 1994. Dobbiamo essere vicini agli imprenditori, non è possibile che ci siano aziende che aspettano di avere i soldi dallo Stato da due anni. Poi, ovviamente, la battaglia per la libertà».

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