Politica

Legge elettorale, Alfano insiste sulle preferenze

Il vicepremier conferma l'emendamento Ncd all'Italicum. E sul governo dice: "Dura solo se il Pd lo sostiene"

"Davvero dobbiamo fare questo torto agli italiani di tenere la parte peggiore del porcellum? Sta diventando da parte di Forza Italia materia teologica su cui diventa impossibile discutere. Se non riusciremo a dare agli elettori la possibilità di scegliere il deputato, sarà chiaro di chi è la responsabilità”. Angelino Alfano intervistato a SkyTg24 tenta l'affondo sulla legge elettorale. La bozza sull'Italicum, che pure ha firmato assieme a Pd e Forza Italia, non convince il Nuovo Centrodestra sul tema delle preferenze (che non ci sono). E quindi il vicepremier, forte dell'appoggio di Letta e di quello di tutti i partiti minori che vorrebbero introdurle, lascia intendere che in Parlamento - dove il testo base della riforma elettorale è stato approvato dalla Commissione affari costituzionali alla Camera - potrebbe aprirsi una vera guerriglia fatta di emendamenti lanciati sul campo. lui conferma che quello di Ncd ci sarà. Il rischio adesso è che l'iter di approvazione della legge venga affossato da una lotta sui cavilli del testo. Ma un'ipotesi del genere, distruggendo l'accordo siglato tra Renzi e il Cavaliere, e facendo venire meno l'impegno programmatico sul quale si sono costruite le larghe intese un anno fa, avrebbe l'effetto di far cadere l'intera legislatura. Lo ha ripetuto più volte il segretario democratico. Ha detto e ribadito che sull'Italicum lui ci ha “messo la faccia” e che non intende farsi logorare dalle divisioni di corrente dentro il suo partito. In caso contrario: "Si torna al voto". Proprio le divisioni dentro il Pd sono il nodo essenziale attorno a cui ruota il futuro dell'Italicum, perché a chiedere le preferenze è anche la minoranza del Pd. Proprio su questo si è consumata la rottura con Cuperlo e le sue conseguenti dimissioni dalla presidenza del partito. E ora che anche Letta - membro Pd, occorre ricordarlo - ha fatto intendere di auspicare la possibilità per gli elettori di scegliere i candidati liberamente, e non di votare solo listini bloccati, il rischio di frattura si fa ancora più concreto. "Se il Pd sostiene Letta il governo va avanti, in caso contrario no”, dice a questo proposito Alfano. “Si riuniscano e decidano cosa fare, il Paese non può pagare le liti interne al Pd. Ora - ha detto il vicepremier - presentiamo l'emendamento sulle preferenze sulla legge elettorale, poi proporremo al Pd un contratto di governo e nel 2015 si potrà andare a votare”.

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