Politica

«Dagli ospedali al Senato Ora guido gli anziani di FI»

Alberto Di Majoa.dimajo@iltempo.it Dal basso fino al Parlamento. E ritorno. La storia di Enrico Pianetta, 69 anni, è curiosa. Oggi è il responsabile dei «seniores» di Forza Italia, gli iscritti...

Dal basso fino al Parlamento. E ritorno. La storia di Enrico Pianetta, 69 anni, è curiosa. Oggi è il responsabile dei «seniores» di Forza Italia, gli iscritti con più di 65 anni. Ma, in passato, è stato eletto più volte in Parlamento. Non ha nessuna nostalgia del Palazzo, anzi ribadisce l’impegno per far sì che i pensionati possano migliorare la qualità della vita. Pianetta, quando è entrato in Forza Italia? «Subito, nel 1994». Che lavoro faceva? «Ero un ingegnere e dirigevo una società che realizzava ospedali all’estero in collaborazione con il San Raffaele di Milano. Mi ero sempre interessato alla politica ma come semplice cittadino». Perché decise di impegnarsi con Forza Italia vent’anni fa? «Vidi in Berlusconi una grande speranza. I partiti erano in crisi e il Cavaliere, grazie alla sua esperienza, aveva tutte le carte per dare un impulso alla politica e cambiare il Paese». Com’è stato il suo percorso? «Ho frequentato Forza Italia in viale Isonzo a Milano nel ’94 e nel ’95. Un anno dopo ho avuto la candidatura a Palazzo Madama nel collegio di Cologno Monzese. Mi ricordo, eravamo 48 senatori, quasi tutti alle prime armi. In quegli anni avevamo un confronto continuo con i cittadini. Sentivamo di vivere una fase storica del nostro Paese. Sono stato rieletto nel 2001, nel 2006 e nel 2008». Poi basta? «Ho lasciato l’attività parlamentare dopo diciassette anni ma ho continuato a partecipare, con il desiderio di ritornare sul territorio. Ho ricominciato dal basso. Ora mi occupo delle persone che hanno superato 65 anni, che hanno esperienza e saggezza per vedere lontano». Non ha mai avuto delusioni politiche in questi vent’anni? «Delusioni no ma certo momenti di discussione e di valutazione sì. Ho soltanto il rammarico che non siamo riusciti a completare tutto quello che aveva in mente Berlusconi, a realizzare pienamente la sua volontà di cambiamento». I risultati più importanti raggiunti? «Innanzitutto un grande contributo alla democrazia e alla libertà di questo Paese. Poi la rilevanza che il Paese ha raggiunto in politica estera. Inoltre, e questo riguarda le mie competenze attuali, Berlusconi ha aumentato le pensioni minime. Certo su altri aspetti, come la giustizia, avremmo voluto, e dovuto, fare di più». Si può ritornare a Forza Italia senza problemi o si rischia che sia soltanto un’operazione nostalgia? «Non è nostalgia. Berlusconi può dire ancora la sua soprattutto perché ora, con Matteo Renzi come segretario del Pd, c’è uno spazio per competere sui temi concreti e per superare l’approccio ideologico che in questi anni la Sinistra non ha mai abbandonato. Sono convinto che la radice comunista verrà marginalizzata nel partito guidato dal sindaco di Firenze. Ora dobbiamo recuperare i concetti del ’94». Ma Berlusconi riuscirà a portare avanti il nuovo cammino di Forza Italia visto che tra pochi mesi sarà agli arresti domiciliari o assegnato ai servizi sociali? «La leadership, il carisma, la volontà, le idee e l’affetto della gente per lui non potranno mai essere limitati».

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