Politica

Cgia: Comuni e Regioni svuotano le tasche a dipendenti e anziani

Dal 2010 le addizionali sono aumentate di oltre il 30%. Un pensionato con assegno di 1.000 euro ha avuto un aggravio di 85 euro

L’aumento della tassazione, soprattutto locale, ha alleggerito pensioni e stipendi. È questa l’altra faccia del federalismo fiscale che negli ultimi cinque anni si è tradotto in un aumento delle addizionali Irpef comunali e regionali. Tra il 2010 e quest'anno, secondo l'Ufficio studi della Cgia, queste addizionali hanno subito una vera e propria impennata: l'aumento medio è stato di oltre il 30%. L’inasprimento delle aliquote è stato determinato, spiega il segretario della Cgia, Giuseppe Bortolussi, «sia per compensare i tagli dei trasferimenti statali, sia per fronteggiare gli effetti della crisi che hanno messo a dura prova i bilanci delle Regioni e degli Enti locali. Risultato? Gli italiani si sono ritrovati con i portafogli più leggeri». Un pensionato con un assegno di 1.000 euro al mese, tra il 2010 e il 2014 ha subito un aggravio medio di 85 euro (+34%). A livello territoriale l'aumento massimo si è registrato a Catanzaro: + 149 euro, pari ad una variazione del +49%. Un operaio con uno stipendio mensile netto pari a poco più di 1.280 euro, ha visto aumentare in questi ultimi 5 anni il carico fiscale di 121 euro (+36%). A Venezia c’è stato un vero salasso: +237 euro, pari al +126%. Un impiegato con uno stipendio di quasi 2.000 euro al mese, ha versato 189 euro in più, pari ad un aumento del 30%. A Napoli e Catanzaro si sono registrati gli incrementi più significativi: + 335 euro (pari al +49%). Un quadro con uno stipendio mensile di 3.000 euro al mese, ha subito, invece, un aggravio di 324 euro (+31%). A livello territoriale nei Comuni di Napoli e di Catanzaro si sono verificati gli incrementi più significativi: + 549 euro (+49%). Il decreto «Salva Italia» ha elevato le aliquote per tutte le Regioni a partire dal periodo di imposta 2011. Pertanto, dall'anno di imposta 2012, l'addizionale Irpef regionale è aumentata dello 0,33%. Tuttavia, la situazione a livello territoriale varia da Regione a Regione. Nel 2013, ad esempio, la Calabria, la Campania e il Molise hanno applicato l'aliquota Irpef al 2,03%. Questo è stato possibile perchè la normativa dispone che le Regioni con un disavanzo sanitario e che non hanno rispettato i piani di rientro sono costrette ad aumentare l'aliquota di altri 0,3 punti percentuali. In Abruzzo, Lazio e Sicilia, l'addizionale regionale Irpef è all'1,73%. Le Regioni in cui l'aliquota è al livello base (1,23%) sono la Basilicata, il Friuli Venezia Giulia, la Sardegna, la Valle d'Aosta, il Veneto e le due provincie autonome di Trento e Bolzano. In tutte le altre il prelievo varia a seconda dei livelli di reddito. Anche i Comuni hanno ritoccato le addizionali Irpef con l'unica eccezione di Firenze che ha diminuito il prelievo.

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