Politica

Storace-Meloni, la pace dopo la bufera

Polemico appello all’unità della leader di Fdi. L’ex Governatore apre, imminente il faccia a faccia. Alemanno: "Bene l’ingresso di Francesco"

Negli ultimi mesi si sono scontrati e riavvicinati più volte. Ora, tra Francesco Storace e Giorgia Meloni, potrebbe essere arrivato il momento della tregua. La leader di Fratelli d’Italia e l’ex governatore del Lazio si incontreranno oggi per cercare un’intesa e far convergere la il destino dei propri movimenti. Il modo è ancora tutto da vedere. Gianni Alemanno ha parlato di «ingresso» di Storace nel nuovo partito che nascerà da Fratelli d’Italia dopo l’«acquisizione» del simbolo di Alleanza Nazionale. Altri preferiscono parlare di «fusione» tra Fdi e La Destra. Come che sia, le parti non sono mai state così vicine ed è inevitabile intravedere nell’accelerazione l’ombra di una legge elettorale, quella appena sbarcata in Commissione Affari Costituzionali a Montecitorio, che con le soglie di sbarramento altissime metterà a serio rischio l’esistenza dei «partitini». Per garantirsi la sopravvivenza, insomma, meglio superare le divergenze.   Divergenze che, peraltro, non sono state nascoste neanche ieri. La giornata, infatti, era cominciata con una lettera aperta di Giorgia Meloni a Storace in cui si chiedeva ancora una volta il confronto ma con toni tutt’altro che concilianti. «La senzazione - scriveva l’ex ministro - è che ogni qualvolta si materializzi la possibilità di accorciare le distanze tra di noi, tu faccia del tuo meglio per riallungarle». La Meloni poi svelava il retroscena di un incontro organizzato da Giuliana De’ Medici a casa di Donna Assunta al quale Storace si sarebbe detto non disponibile. Infine, l’ultimo tentativo: «Facci sapere, il tempo stringe e la pazienza non è infinita».   Storace ha aspettato qualche ora per rispondere. «Per ora dico che ho apprezzato la volontà - le sue parole - ragiono con un po’ di amici e se alla Meloni va la vedo molto volentieri». L’occasione non sarebbe sfuggita ai Fratelli d’Italia e sono bastate poche telefonate per dire sì all’incontro. A un patto: che si svolgesse prima di domani (qualcuno ipotizza sia sia svolto già ieri sera), quando gli esponenti del partito della Meloni saranno a Cagliari per un evento della campagna elettorale per le Regionali sarde e per presentare i candidati alle primarie per la leadership.   Sì, perché la macchina organizzativa per la consultazione che dovrà scegliere leader e simbolo del nuovo partito non si ferma. Anche se è ancora difficile capire chi sfiderà la Meloni. Il termine per le candidature è oggi alle 12, ma è prevista una deroga, previo consenso della segreteria del congresso, per eventuali ritardatari. Per ora a farsi avanti è stata solo la giovane leader, mentre è data per certa una candidatura dal fronte centrista, con in prima fila Luciano Ciocchetti o l’ex presidente di Sviluppo Lazio Massimiliano Maselli. Sarebbe ancora indeciso invece Cristiano Magdi Allam mentre Gianni Alemanno avrebbe preferito non essere della partita. In tanti sperano che ci sia anche una candidatura del fronte storaciano, per suggellare in questo modo la «reunion». Ma l’ipotesi sembra remota. Perché Storace ribadisce che «non mi candido a ruoli di leadership, ma solo a fare il soldato semplice», e Adriana Poli Bortone si smarca sostenendo che «non è il momento dei congressi, è il momento delle idee, di parlare dei problemi della gente».   Gente che, però, sembra essersi molto appassionata al tema del simbolo. La pagina Facebook sulla quale gli utenti possono comporre e votare il logo che dovrà unire quelli di Fdi e di An è visitatissima e le proposte sono almeno un centinaio. Le due più votate fino alle 12 di oggi concorreranno insieme alle tre eleborate dalla segreteria del congresso. Il ritorno della destra è anche questione di grafica.

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