Politica

Poste e Enav, via libera alla privatizzazione

Il Consiglio dei ministri: sanatoria per il rientro dei capitali, niente tagli alle detrazioni, sconto di un miliardo sui contributi Inail, aiuti per le zone del Modenese

Lo aveva annunciato ieri sera, intervistato a “Otto e mezzo” su la 7. Ma il piano di provvedimenti economici varati oggi pomeriggio dal Consiglio dei ministri fa parte del programma sul quale Enrico Letta aveva chiesto la fiducia in Parlamento lo scorso dicembre. Un pacchetto di misure con le quali il presidente del Consiglio intende far vedere adesso a Renzi, e all'opinione pubblica, che il governo fa, non colleziona solo fallimenti, soprattutto sul piano del contrasto alla crisi e del sostegno all'economia. Messo da parte l'Impegno 2014, in attesa di una soluzione definitiva sulla legge elettorale, il governo torna sulle questioni concrete delle privatizzazioni, della sanatoria per il rientro dei capitali, della cooperazione allo sviluppo. Approvati due decreti per il via libera alla privatizzazione (parziale) delle Poste e dell'Enav. La cessione riguarda “quote non di controllo”, ha detto Letta, spiegando che “la proprietà rimane pubblica”. Questo dovrebbe servire a far scendere il debito pubblico “dopo sei anni di crescita”. Il Consiglio dei ministri ha formalizzato la rinuncia al taglio di 500 milioni di detrazioni fiscali, “nessun taglio il 31 gennaio” ha assicurato Letta. Sul piano del Fisco, c'è anche un provvedimento che riguarda le zone colpite dall'alluvione nel modenese, già colpite dal terremoto, per facilitazioni tributarie. Ma soprattutto il governo ha deciso il via libera alla sanatoria per il rientro dei capitali imboscati illegalmente all'estero. “Abbiamo dato il via libera all'operazione trasparenza ed emersione rispetto ai capitali italiani all'estero. Abbiamo deciso oggi anche un secondo intervento che farà parte del pacchetto criminalità che approveremo tra due settimane in Cdm nel quale ci sarà l'approvazione delle norme su auto-riciclaggio”, ha dichiarato il premier. In sostanza si tratta della cancellazione delle sanzioni per chi farà rientrare volontariamente i risparmi trasferiti nei cosiddetti paradisi fiscali. Il decreto per il rientro dei capitali all'estero prevede il “pagamento per intero dell'imposta e l'auto denuncia. Abbiamo rifiutato di seguire la strada dell'anonimato, non è eticamente giusto”. “Non si tratta di scudi. Si contemperano esigenze di etica ed efficienza. Emergeranno soldi in una logica di trasparenza e lo Stato incasserà risorse, che saranno finalizzate alla riduzione delle tasse sul lavoro”. Altro capitolo, lo slittamento di tre mesi dei pagamenti dei contributi Inail da parte delle imprese, con lo sconto di circa un miliardo. Il rinvio a maggio dei termini per il pagamento della prima rata dei contributi rappresenta "una boccata di ossigeno per le imprese", ha detto Enrico Letta. Con il provvedimento "si realizza il primo effetto della riduzione delle tasse sul lavoro che la legge di Stabilità ha deciso". Letta ha spiegato che le imprese non dovranno pagare 3 miliardi ma 2 miliardi, "non a febbraio ma a maggio. La liquidità servirà per investire e spingere la crescita”. Infine il consiglio dei ministri ha approvato un disegno di legge di riforma della cooperazione allo sviluppo. Insomma, un insieme di misure che vorrebbero appire come“cose concrete”, per dirla alla Renzi. Il segretario democratico, in un'intervista rilasciata a Virus, ha proprio oggi sottolineato, ancora una volta che “è l'ora di passare dalle parole ai fatti, basta chiacchiere. Il capo del governo ha il pieno appoggio del Pd che gli dice semplicemente di passare dalle parole ai fatti. Io da politico e da sindaco ci ho messo la faccia"

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