In ballo ci sono 600 euro, spicciolo più, spicciolo meno. Soldi che Matteo Renzi avrebbe speso quando era presidente della Provincia di Firenze con la carta di credito a sua disposizione e dei quali deve presentare alla Corte dei Conti gli scontrini e le fatture che servono a documentare tutto. Un processo che si trascina da tempo e che non è stato ancora chiuso perché il segretario del Partito Democratico ha chiesto una ulteriore dilazione dei tempi per trovare quelle ricevute che ancora mancano. Così mercoledì i giudici contabili hanno rinviato l’udienza alla quale doveva essere presente Matteo Renzi al 9 luglio. Insieme a lui, davanti ai giudici della Corte dei Conti, a giudizio c’è anche l’allora presidente del consiglio provinciale Andrea Barducci, che invece ha preferito «saldare» subito il conto di quanto gli veniva contestato, circa 200 euro. Era stato lo stesso sindaco a chiedere il giudizio della Corte dei Conti dopo una denuncia di un dipendente comunale che aveva raccontato di presunti sprechi fatti dal presidente della Provincia, di «spese pazze» effettuate nei suoi spostamenti con la carta di credito dell’Ente che ha un plafond di alcune migliaia di euro. E da palazzo Vecchio, sede del Comune hanno sottolineato come sia stato proprio Matteo Renzi a chiedere di essere sottoposto all’indagine dei giudici contabili per ribattere a quelle accuse. Così i due politici hanno dovuto presentare il conto giudiziale, come sono obbligati a fare tutti i tesorieri e gli agenti contabili che per ragioni di servizio abbiano la gestione di denaro pubblico all’interno degli Enti locali. A questo punto è stato nominato un relatore a cui è stato affidato il compito di verificare se tutte le spese sostenute dai due erano giustificate e soprattutto se avevano le ricevute a dimostrazione di quanto speso. L’attuale segretario dei Democratici ha presentato tutto quello che serviva tranne i documenti a sostegno di circa 600 euro. E ha chiesto altri sei mesi di tempo per trovare quelle «carte». Ma c’è un altro processo della Corte dei Conti, già concluso e contro il quale non è stato fatto ricorso, nel quale Matteo Renzi è stato condannato a un risarcimento. Si tratta del procedimento aperto per contestare la scelta di alcuni membri della sua segreteria di presidente della Provincia. In particolare su una nomina si sono concentrate le critiche dei suoi avversari, quella di Eleonora Chierichetti, una ragazza di 22 anni la quale, tra i meriti per vedersi assegnato il posto nell’ufficio di segreteria del Presidente, ha quello di aver lavorato come responsabile della gestione del bar del Match Ball Tennis Club di Candeli, a Firenze. Lo stesso circolo dove sarebbe andato a giocare proprio il sindaco di Firenze. Gli altri punti del suo curriculum? Hostess alla Fortezza da Basso come addetta alla reception, responsabile cassa e vendita all’outlet di Ungaro con sede in Leccio, a Firenze, hostess ancora alla Fortezza da Basso come addetta alla reception, registrazione partecipanti e al guardaroba. Tutto regolare? Non proprio, visto che il collegio dei giudici della Corte dei Conti ha ritenuto illegittima l’assunzione di Eleonora Chierichetti «in quanto soggetto privo di titolo di laurea e, comunque non in possesso di un curriculum congruo rispetto alle mansioni di categoria D1 per cui sono state assunte presso la segreteria del Presidente». Ma la «ragazza del bar» non è l’unica che ha attirato l’attenzione della Corte dei Conti. Per altre due persone dello staff del presidente della Provincia è stata infatti dichiarata illegittima l’assunzione a tempo determinato decisa da Matteo Renzi. La prima è Maria Elena Poli, anche lei assunta nella segreteria del Presidente. Nel suo curriculum c’è quello di «hostess con compiti di accoglienza e guida per i visitatori della Mostra Magnificenza alla Corte dei Medici tenutasi a palazzo Pitti presso il museo degli Argenti; hostess con compiti di accoglienza e guida per i visitatori della mostra presso la Cappella Brancacci e la chiesa di San Lorenzo; progetto di avvicinamento all’utilizzo della moneta unica europea con i ragazzi delle scuole medie inferiori». La seconda è Benedetta Perissi, 33 anni, che nel curriculum scrive: «Impiegata di V livello mansione front-office/centralino presso l’Agenzia Toscana Promozione "Villa Fabbricotti"; impiegata addetta alla gestione commerciale e/o amministrativa della clientela per l’azienda Tim spa; corso di formazione per addetti amministrativi; varie attività nel settore del commercio 3e dell’artigianato in ambienti multiculturali».
La Corte chiede i conti. Renzi non risponde e prende tempo
Inchiesta sulle spese da presidente della Provincia. Matteo già condannato ad un risarcimento per l'assunzione di una ragazza priva dei titoli necessari
