Ci piace, e non ci piace, ci piace e non ci piace. Sfogliando la margherita delle notizie ci siamo fermati a riflettere, e scegliere, il petalo più adatto al titolo di prima pagina. La scelta è caduta sull’ennesima devastante inchiesta della procura retta da Giuseppe Pignatone, magistrato come vorremmo fossero tutti i magistrati, competente e poco amante dei riflettori, che dal suo insediamento a Roma sta facendo cose, e ottenendo risultati, mai fatti e ottenuti prima. A forza di potare siamo incappati nel capitano Ultimo (arrestò Riina) cui hanno tolto la scorta, al contrario di quella già imponente rinforzata al pm Di Matteo in difficoltà per il traballante processo sulla Trattativa e per le accuse della collega Boccassini ma beatificato dal provvidenziale deposito (e immediata divulgazione) di surreali intercettazioni del capomafia corleonese. Ci piace poco, poi, la replica del sindaco Marino alle foto dei cadaveri delle foibe che Il Tempo ha spiattellato in edicola per stigmatizzare l’ìdeona di cancellare i viaggi della memoria. Ovviamente non ci piace la piega che sta prendendo la vicenda dei marò, e quella intrapresa dal sindaco piagnone dell’Aquila che non solo ha ritirato le dimissioni dopo l’inchiesta sulle tangenti ma s’è preso come vice l’ex procuratore di Pescara diventato un politico dopo aver indagato su altri politici. Continuano, infine, a non piacerci i partitini che ricattano i partitoni sulla legge elettorale. In compenso ci ri-piace quel matto di Berlusconi tornato in pista (e in beauty farm) alla faccia di chi lo vedeva grasso, pensionato e dentro una delle tante celle che è bene ricordarlo, restano sovraffollate e disumane nell’indifferenza di tutti.
Un procuratore e un non-sindaco
di Gian Marco ChiocciCi piace, e non ci piace, ci piace e non ci piace. Sfogliando la margherita delle notizie ci siamo fermati a riflettere, e scegliere, il petalo più adatto al titolo di prima...