Un parte del gettito Imu sugli immobili di categoria D (quelli ad uso produttivo) andrà ai Comuni per compensare il minor gettito pari a circa un miliardo del passaggio dall’Imu alla nuova imposta Tasi. Dopo un lungo braccio di ferro, a colpi di minacce da parte dei Comuni, è stato raggiunto un accordo di massima tra l’Anci e il governo. L’intesa sarà perfezionata in questi giorni dai tecnici del ministero dell’Economia e siglata definitivamente il 28 gennaio quando le parti si ritroveranno attorno al tavolo per le decisioni definitive. Il Tesoro ha avviato una verifica contabile per valutare esattamente l'ammontare del gettito, che dovrebbe essere pari a circa 4,3 miliardi. All’incontro si è discusso anche delle detrazioni sulla prima casa per le famiglie meno abbienti, capitolo per il quale il governo ha già stanziato 500 milioni. Si va verso la conferma di quanto anticipato dal governo, ovvero una aliquota aggiuntiva tra lo 0,1 e lo 0,8 per mille rispetto a quella massima che i Comuni potranno applicare sulla prima e la seconda casa. Il gettito dovrà essere destinato alle detrazioni. Intanto conto alla rovescia per il pagamento della mini Imu e della maggiorazione Tares. Alla cassa sono chiamati 10 milioni di proprietari di prima casa che devono pagare la parte residuale della seconda rata Imu nei 2.377 Comuni che hanno alzato l'aliquota nel 2013. Secondo le stime dei centri assistenza, il pagamento della mini-Imu in media si aggira sui 41 euro. La maggiorazione Tares è un balzello aggiuntivo di 30 centesimi al metro quadro che dovrà portare nelle casse dello Stato tra 1,1 e 1,2 miliardi di euro circa. In caso di ritardo o mancato pagamento della mini Imu il contribuente moroso può mettersi in regola: la sanzione è pari al 3% se il pagamento viene eseguito entro 30 giorni dalla scadenza prescritta o al 3,75% se si paga con un ritardo superiore a 30 giorni. Per chi si mette in regola entro 14 giorni dalla scadenza la multa si riduce. Nessuna multa per tardato pagamento della Tares per chi non riceve il modello F24. È possibile scaricare sia il bollettino sia il modello F24, registrandosi al sito Ama (www.amaroma.it) inserendo il proprio codice utente Tari, ciccando nel menù «Servizi on line» la sezione «Tariffa rifiuti». Il modulo F24 per i «Servizi indivisibili», invece, può essere pagato presso gli sportelli bancari, postali o anche online collegandosi tramite internet con la propria banca. Nel caso in cui dovessero verificarsi problemi dovuti alla presenza della spunta sul campo «Saldo» per procedere comunque all'operazione è sufficiente togliere la spunta. Se invece si utilizza il Modello F24 unificato i dati riportati sul modello F24 semplificato devono essere riportati nel quadro «Imu e altri tributi locali» senza il «numero identificativo».
I Comuni convincono il governo. Avranno un miliardo in più
Un parte del gettito Imu sugli immobili di categoria D (quelli ad uso produttivo) andrà ai Comuni per compensare il minor gettito pari a circa un miliardo del passaggio dall’Imu alla nuova imposta...
