Politica

Grillo: "Noi legge elettorale in 30mila, loro in 2"

Intanto l'esame alla Camera della legge elettorale slitta al 29 gennaio. Come stabilito dalla conferenza dei capigruppo

Beppe Grillo arriva di buon'ora, intorno alle 9, alla sede dell'Associazione Stampa Estera a Roma, dove alle 10.30 è prevista la conferenza stampa con i giornalisti stranieri. Viene a spiegare quale sia l'indirizzo del suo partito sul fronte europeo, ma poi parlerà di tutto e del suo contrario. Traccia il profilo internazionale del partito e alla fine scopriamo che è filo israeliano, che non è né buonista né nazista, che non è di destra né di sinistra. E che odia la stampa mainstream (magari avrà anche qualche ragione), ma questo già lo sapevamo. Grillo attacca il Parlamento che non funziona, dice che bisogna fare come l'Ecuador di Correa che il debito semplicemente non l'ha pagato perché immorale. Sull'euro resta vago: "Faremo un referendum". "Contro l'Europa dell'austerity" è il titolo dell'incontro, il che lascia presagire la prospettiva da cui verrà affrontato il dibattito. L'hashtag su Twitter è #europa5stelle. Il leader del M5S è entrato nella capitale ieri sera. Ha cenato con alcuni membri dello staff della comunicazione, i capigruppo di Camera e Senato e i parlamentari con i quali oggi partecipa alla conferenza. Non rilascia dichiarazioni ai giornalisti appollaiati di fronte al portone della sede. Meglio farsi capire via web. Qualche saluto, un servizio streaming che singhiozza, tweet informativi e un po' di chiacchiere al bar. E' proprio tra una brioche e un caffè che il grande capo pentastellato confida ai cronisti: "Dietro l'ebetino (Renzi) c'è il condannato. Renzi è andato da Berlusconi ad Arcore e il condannato gli ha dettato la linea. Si è messo la camicina bianca ed è salito sul camper, scopiazzando il nostro programma. Inizia la conferenza stampa. E lo showman, come lo ha definito il segretario del Pd durante l'ultima direzione del partito, esordisce affermando che è stato proprio il Movimento Ciqnue Stelle a chiedere di rinegoziare il Fiscal Compact con una mozione. "Il Pd ha votato no e se ne vanta". Poi passa in rassegna la legge elettorale il cui esame alla Camera slitta dal 27 al 29 gennaio. Come stabilito dalla conferenza dei capigruppo di Montecitorio. L'accordo raggiunto da Renzi e Berlusconi, secondo l'ex comico,  avrebbe l'unico obiettivo di fermare il M5S. Quella che Grillo ribattezza la variabile impazzita. Parla di riforme di come centrodestra e centrosinistra falliranno. Ribadisce la posizione dei cinque stelle sul reddito di cittadinanza. Dichiara: "Non ce la faranno mai, ci dobbiamo reinventare il lavoro. Il reddito deve essere per tutti. Come? Con una grande riforma fiscale: tassiamo i consumi e togliamo tutto il resto. E questo lo dicono professori svizzeri e austriaci, non un ex comico. Noi vogliamo introdurre delle cose nella Costituzione, ma a questo governo non si può neanche avvicinare". Ripete che non farà alcun accordo con i gli altri due principali partiti. Vincere sembra l'imperativo o tutti a casa. Spiega che ieri si è votato sul blog il sistema elettorale, che è stato scelto da un'ampia maggioranza il proporzionale e che su quel modello verrà costruita la loro proposta di riforma. "Stiamo facendo la legge elettorale del M5S con decine migliaia di iscritti certificati. I partiti in 2, Renzie e Berlusconi". Parla di "vera democrazia e di democrazia diretta". Attacca il presidente Napolitano con frasi dure: "Abbiamo preso il 25 per cento. Poi c'è stato un colpettino di stato di Napolitano che con due persone ha fatto le larghe intese". Poi tocca alla stampa beccarsi una bella lavata di capo. "Abbiamo certamente fatto degli errori di comunicazione, ma oggi il cancro vero è l'informazione. Se ci fosse una Bbc... e invece abbiamo la Rai. La comunicazione è il vero cancro di questo Paese. Non riusciamo ad avere una comunicazione normale. Noi siamo il primo partito in Italia abbiamo bisogno di essere considerati come tali. Solo ora la stampa si sta ammorbidendo nei nostri confronti". Finisce anche la luna di miele con la stampa estera, sempre tenuta in grande considerazione dal leader del Movimento 5 Stelle e portata a esempio rispetto ai giornalisti italiani. Lo sfogo è netto: "Mi avete dipinto sui vostri giornali tedeschi e francesi come un razzista, un nazista m ci dovrebbero ringraziare perché ci siamo noi e abbiamo fatto da tampone, grazie a noi in Italia non c'è Alba dorata o un gruppo nazista come quello ungherese". A un giornalista che gli chiede se il movimento coalizzarsi con altri partiti europei populisti alla prossime elezioni per il Parlamento di Bruxelles, Grillo risponde: "Attenti con le parole, populista è un'offesa. In Europa noi per adesso andiamo da soli, poi vedremo se c'è qualche gruppo tedesco o finlandese che condivide il nostro programma". Annuncia che ci saranno cinque circoscizioni, si farà una lista, il procedimento è lo stesso delle ultime elezioni: candidati incensurati e con meno di due legislature. "Verranno selezionati a breve, non so ancora meccanicamente come avverà. Si conosceranno prima, si pubblicherà il curriculum e si voteranno". Chiede rispetto e i giornalisti stranieri prendono appunti.

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