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Pronto l’assalto dei pm di Milano: a giorni l’avvio del Ruby Ter

L’udienza del tribunale di sorveglianza di Milano che dovrà decidere, il 10 aprile, sulla richiesta di ammissione ai servizi sociali fatta da Silvio Berlusconi, è solo la prima parte di una nuova...

L’udienza del tribunale di sorveglianza di Milano che dovrà decidere, il 10 aprile, sulla richiesta di ammissione ai servizi sociali fatta da Silvio Berlusconi, è solo la prima parte di una nuova tempesta giudiziaria che starebbe per investire il Cavaliere. Un crescendo di nuove accuse e inchieste che, dalle parti di Forza Italia, viene visto come una vera e propria bomba a orologeria scagliata dai magistrati mentre il leader del centrodestra è tornato al centro della scena con lo storico accordo sulla legge elettorale e le riforme siglato con Matteo Renzi. Il nodo principale riguarda il Ruby Ter, il processo che dovrebbe scaturire dalla sentenza di primo grado del Ruby «originale» che ha bocciato la linea difensiva dei legali del Cavaliere e quindi ha ipotizzato che decine di testimoni abbiano reso false dichiarazioni perché «foraggiati» da Berlusconi. Secondo fonti vicine al Cavaliere, infatti, domani alle 11 il procuratore capo di Milano, Edmondo Bruti Liberati, dovrà decidere se aprire formalmente un fascicolo e, di conseguenza, formulare un’ipotesi di accusa nei confronti di Berlusconi che potrebbe essere quella di corruzione in atti giudiziari. Una situazione piuttosto insidiosa per il leader di Fi, perché da quando è decaduto da senatore non dispone più dell’immunità parlamentare e, in linea teorica, potrebbe anche essere arrestato se i magistrati ritenessero che ci fossero i presupposti. La carcerazione preventiva, infatti, è consentita in tre casi. Il primo, il pericolo di fuga, è da scartare, non fosse altro perché al Cavaliere è stato requisito il passaporto. Ma gli altri due casi, reiterazione del reato e inquinamento delle prove, potrebbero essere considerati entrambi come rischi concreti nel caso del Cavaliere. Sarebbe una decisione clamorosa, specie ora che Renzi ha restituito a Berlusconi la piena legittimità politica. Ma, rifletterebbe il Cav, dalla Procura di Milano è lecito aspettarsi questo ed altro. In caso di eventuali altre condanne definitiva, Berlusconi si troverebbe costretto a rinunciare anche ai benefici dell’indulto ottenuti per il processo Mediaset, al termine del quale il Cavaliere era stato condannato a quattro anni di galera, tre dei quattro, però, «condonati». Restano nove mesi, perché altri 90 giorni sono stati cancellati dallo «svuota carceri». Il Cav spera di passarli ai servizi sociali, e il responso del Tribunale di sorveglianza arriverà a metà aprile. Neanche l’affidamento in prova ai servizi sociali, però, può essere considerata scontata. Nel caso andasse a buon fine e se il percorso nei primi sei mesi sarà considerato «positivo», Berlusconi potrebbe ottenere un ulteriore sconto di pena di 45 giorni.

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