Il problema degli esodati e in generale dei lavoratori in esubero potrebbe aver trovato una soluzione. L’ipotesi a cui sta lavorando il ministero del Lavoro insieme al Tesoro è quello di anticipare l’assegno previdenziale rispetto all’età di pensionamento prevista dalla riforma Fornero. In sostanza i lavoratori in esubero che sono lontani dalla pensione dai 3 ai 4 anni, d’accordo con l’azienda, potrebbero uscire anticipatamente ricevendo un assegno di circa 700-800 euro quale anticipo della pensione. Una sorta di «prestito d’onore», simile alla linea di credito per gli studenti da restituire al primo contratto di lavoro e nel caso degli esuberi da rimborsare al raggiungimento dell’età di pensionamento. L’idea non è nuova e già tempo fa Giovannini l’aveva lanciata ma con scarso successo e una valanga di critiche da parte dei sindacati. Non era molto popolare farsi restituire soldi prestati per poi avere una pensione magra. Ecco quindi il correttivo allo studio di Giovannini e ieri in parte anticipato. La novità è nel fatto che il prestito sarebbe garantito dallo Stato e dalle aziende e la restituzione non sarebbe solo a carico del lavoratore ma ci sarebbe una partecipazione da parte degli altri due soggetti. Il meccanismo, tecnicamente complesso e con un onere a carico del bilancio pubblico, consentirebbe secondo il ministro di eliminare in futuro il problema degli esodati. «L’idea è di avere una contribuzione da parte di tutti e tre i soggetti (lavoratore, impresa ma anche Stato, ndr) ma ci deve essere robustezza finanziaria» ha spiegato Giovannini. Il problema degli esodati è stato la principale conseguenza della riforma Fornero che innalzando l’età pensionabile ha messo numerosi lavoratori nella condizione di essere senza posto perchè l’avevano perso o si erano licenziati in vista della pensione che sarebbe scattata per loro nel 2012, e invece si erano trovati improvvisamente di fronte a regole nuove. Un pasticcio che ancora non è stato risolto totalmente e che il governo non vuole più ripetere in futuro. Il ministero ha precisato che «lo strumento allo studio è finalizzato a favorire la transizione, su base volontaria, dal lavoro alla pensione, fermi restando i requisiti dell'attuale normativa. Tale strumento andrebbe incontro a persone e a imprese (come quelle di minori dimensioni) che attualmente non possono utilizzare gli strumenti previsti in materia dalla legislazione vigente». Pertanto non verrebbero modificate le regole in vigore ma ci sarebbe uno strumento aggiuntivo a cui accedere per risolvere determinate situazioni. Il piano, una volta messo a punto, sarà sottoposto ai sindacati. Il presidente della Commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano, si dice soddisfatto che venga affrontato il nodo degli esodati e ha chiesto al governo di «confrontarsi con i disegni di legge che, su questo argomento, sono attualmente in discussione». Il presidente dei Senatori del Nuovo Centrodestra, Maurizio Sacconi, chiede che venga recepita la richiesta «che proviene da quasi tutto il Parlamento di cambiare la legge Fornero. La riforma, infatti, rifiutando la necessaria disciplina transitoria, ha determinato un onere aggiuntivo di circa 10 miliardi, per la protezione degli esodati». Sulla flessibilità «bisogna passare dagli annunci ai fatti» afferma il segretario confederale della Cisl, Maurizio Petriccioli, mentre il sindacalista della Cgil, Vera Lamonica, chiede che si vada oltre. Ovvero che, «contrariamente a quanto dice il ministro, siano cambiate le regole della riforma Fornero». E sottolinea che «le ipotesi che si annunciano allo studio circolano da mesi ma su di esse non si è mai aperto alcun confronto». Il segretario generale dell’Ugl, Centrella, richiama l’attenzione sugli «aspetti tecnici di questa operazione». Anticipare l'uscita dal lavoro rispetto alle regole contenute nell'ultima riforma previdenziale è «in teoria un'idea condivisibile, ma il problema è che in nessun caso si devono oberare i lavoratori di ulteriori carichi economici non sopportabili».
Pensione in anticipo con il prestito
Allo studio del ministero del Lavoro un piano per i lavoratori in esubero Ci sarà il contributo di aziende e Stato. Ma la riforma Fornero non si tocca
