Politica

Alfano insiste: ci vogliono le preferenze

Alfano sente odore di fuorigioco. L’accordo tra Berlusconi e Renzi sta spingendo il Nuovo Centrodestra nell’angolo. Non solo. La riforma elettorale rischia di schiacciarlo su posizioni subalterne e...

Alfano sente odore di fuorigioco. L’accordo tra Berlusconi e Renzi sta spingendo il Nuovo Centrodestra nell’angolo. Non solo. La riforma elettorale rischia di schiacciarlo su posizioni subalterne e marginali. Così ieri mentre il Pd ci contorceva tra le contraddizioni interne, Alfano rilanciava: «Noi siamo per rilanciare l'azione di governo attraverso un nuovo governo Letta. Non ne facciamo un problema di sedie e di poltrone, nè alcuno lo ha fatto a noi». Poi per recuperare la centralità della scena ribadisce il tema delle preferenze. «Faccio a Silvio Berlusconi e Matteo Renzi un grande appello affinché nel nuovo modello elettorale siano inserite le preferenze». Il vicepremier sottolinea che «la struttura della proposta è buona e può venire fuori davvero una buona legge, però c’è un però, una perplessità». Alfano quindi pone una domanda: «l'aspetto più odioso del Porcellum era il Parlamento dei nominati, le liste bloccate, ma perché mantenere allora proprio l'aspetto che ha reso più odiosa questa legge da parte dei cittadini che non la sopportavano più? Che cosa vi costa fare scegliere ai cittadini italiani il loro deputato? Fateli votare. Fateli scegliere. Abbiamo qualche settimana per decidere, penso che possa essere quella la vera svolta». Insomma è questa la grande modifica che dovrebbe essere fatta al modello partorito dall’asse Berlusconi-Renzi. Poi per non acuire troppo lo scontro, tende una mano pacificatrice a Berlusconi. E dice che «Silvio non è rientrato al centro della scena politica perché lo ha rimesso la sinistra ma perché ha voluto rimediare a un grande errore politico». Ma da Forza Italia c’è chi svela la strategia di Alfano. Dice Altero Matteoli: «Alfano ed altri chiedono le preferenze perchè sono consapevoli che non le otterranno mai. Se avessero qualche possibilità di ottenerle probabilmente non si batterebbero con tanto vigore». E D’Alessandro rilancia: «Ma l'Alfano ministro dell'Interno che oggi chiede a gran voce chiede di inserire le preferenze nella legge elettorale, è lo stesso che, il 3 settembre del 2011, da segretario del Pdl, dichiarava che quel sistema è troppo costoso». Il vicecapogruppo del Ncd alla Camera, Dorina Bianchi, fa da megafono alle parole di Alfano. «Noi del Nuovo centrodestra non abbiamo alcun problema a confrontarci su una soglia di sbarramento vera. Piuttosto, ribadiamo il nostro convinto no a un Parlamento di nominati. Non comprendiamo perchè non si voglia intervenire, come ha sottolineato Alfano, contro le odiose liste bloccate per ridare ai cittadini la possibilità di scegliersi i rappresentanti. È questo il vero interrogativo cui è opportuno rispondano Renzi e Berlusconi».

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