Politica

M5S apre alle trattative e l'Italicum potrebbe saltare

Morra: "I cittadini vogliono le preferenze, chiunque porterà avanti questa battaglia avrà il partito dalla sua parte"

L'accordo sull'italicum rischia di saltare al primo passaggio parlamentare, quello di Montecitorio. Ieri in direzione Pd Matteo Renzi ha rivelato che nel corso delle trattative è stato Silvio Berlusconi a dire no alle preferenze per la scelta degli elettori nel listino bloccato. Ma già si rivela l'esistenza di una maggioranza composita ma consistente che potrebbe reintrodurre le preferenze in forza di un blitz parlamentare. I numeri sono inesorabili: bastano meno di 50 frondisti del Pd per dare un dispiacere al Cavaliere. Renzi ieri ha detto che il pacchetto di riforme è prendere o lasciare: «Non è una riforma à la carte», ha messo in chiaro. Ma non sono ancora scoccate le 9 del mattino, che Rosy Bindi, ad Agorà, lancia la sfida: «Non ci sono accordi blindati. Delle preferenze dovremo discuterne», dice la presidente dell'antimafia. Del resto a lanciare il tema, nel corso della trasmissione condotta da Gerardo Greco, è stato poco prima Nicola Morra. L'ex capogruppo del M5s al Senato spiega che il Movimento Cinque Stelle vuole le preferenze e lavorerà attivamente nel corso dell'iter parlamentare: «Gli elettori hanno chiesto il ripristino delle preferenze, e nell'Italicum non ci sono. I cittadini vogliono le preferenze, chiunque porterà avanti questa battaglia avrà il M5S dalla sua parte». Un'apertura non da poco. A conti fatti, l'apporto dei Cinque Stelle è decisivo, perchè consentirebbe a una fronda, anche limitata, di parlamentari democratici, di far approvare la norma che Berlusconi non vuole.

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