Politica

È arrivata l’ora di agire

segue dalla prima paginaL’incontro di ieri è stato un evento di straordinaria importanza non perché , come erroneamente sostengono alcuni, abbia legittimato Berlusconi che da sempre è forte del...

segue dalla prima pagina L’incontro di ieri è stato un evento di straordinaria importanza non perché , come erroneamente sostengono alcuni, abbia legittimato Berlusconi che da sempre è forte del consenso di milioni di Italiani. Ma in ragione del fatto che il segretario del Pd per la prima volta ha riconosciuto quei voti e quegli elettori. Il confronto voluto da Renzi ha in modo inaspettato segnato l’avvio di quella pacificazione invocata dal Presidente Napolitano all’inizio di questa legislatura e mai troppo convintamente sostenuta dal presidente del Consiglio e dal suo Governo. Berlusconi e Renzi hanno, guardando all'Italia, cercato e trovato un'intesa alta sulla legge elettorale con l’obiettivo, insieme ad altre non meno importanti riforme, di ridurre la frantumazione del quadro politico, favorire la nascita di maggioranze meno fragili e quindi governi più autorevoli. Con la trasformazione del Senato e la fine del bicameralismo paritario, infine, per rendere più spedito il processo di formazione delle leggi. Berlusconi ha affrontato la trattativa a viso aperto, senza sotterfugi.Lo ribadisco : chi pensa che il fondatore di Forza Italia dovesse essere escluso o coinvolto in un secondo momento da Renzi trascura quel “dettaglio” di oltre 8 milioni di voti raccolti da Berlusconi alle elezioni politiche di febbraio: un dettaglio che in democrazia pesa come un macigno. Liquidare questo sforzo nei modi sbrigativi usati da Alfano non aiuta l'Italia a uscire dal pantano politico-istituzionale. Alfano lamenta le liste corte in collegi piccoli, perché un simile meccanismo sarebbe pensato per escludere i partiti minori dal Parlamento. Trascura il fatto che una simile ipotesi non è stata censurata dalla Consulta. Il meccanismo elettorale attorno al quale costruire un’ampia intesa parlamentare non è fatto per negare il diritto di tribuna ai partiti minori. È pensato piuttosto per evitare il gioco incrociato di ricatti e di minacce che hanno paralizzato in passato governi che pure disponevano di ampie maggioranze. L’Italia è attesa ad una prova di maturità che non prevede ulteriori appelli, in gioco non è il destino di una classe politica, ma il futuro del Paese e dei nostri figli. Berlusconi e Renzi hanno gettato il cuore oltre l'ostacolo e hanno voltato pagina! Ora tocca alle altre forze politiche dimostrare uguale lungimiranza e passione civile.

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