Due anni di attesa per una delle vicende giuridiche, diplomatiche e politiche più complesse degli ultimi anni con il destino di due soldati italiani in ballo. E domani ci sarà il momento della verità. Lo scorso 13 gennaio, contro l’impasse giuridico-diplomatico che da 700 giorni tiene bloccati i due marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, è stata presentata una petizione urgente alla Corte suprema indiana. Domani il massimo ente giuridico del Paese terrà la prima udienza. La velocità con la quale la Corte ha risposto all’azione italiana lascia intendere la poca soddisfazione per il ritardo accumulato dalla Nie, la polizia federale indiana nel tentativo di accertare i fatti. Anzi, al momento non è stato nemmeno formalizzato un capo d’accusa e sono passati quasi due anni da quel 15 febbraio 2012. Allora Girone e Latorre, fucilieri del battaglione San Marco, erano imbarcati a difesa della petroliera italiana Enrica Lexie che navigava a largo delle coste indiane. Vengono accusati dalle autorità indiane dell’uccisione di due pescatori, durante un mai chiarito scontro a fuoco. L’incidente è avvenuto fuori dalla giurisdizione indiana. I due marò vengono comunque arrestati e i tempi del processo si allungano. Ai due militari vengono concessi due permessi, nel 2012 e nel 2013, uno per il Natale e l’altro per le elezioni. Al termine rientrano, come promesso, in India, tra discussioni e polemiche, perché in Italia c’è chi ritiene che per la sorte dei militari non siano state date sufficienti garanzie. Infatti, in base a una legge speciale indiana contro la pirateria e il terrorismo, il Sua Act, potrebbero essere giudicati e condannati anche a morte. Dopo l’azione italiana, organizzata dall’inviato del governo, Staffan de Mistura, il pronunciamento di domani sarà fondamentale. Ai massimi giudici indiani l’Italia chiede: che i nostri militari non siano considerati terroristi, che sia subito formulato un capo di imputazione e che, in attesa del processo, possano tornare in Italia. L’udienza di domani sarà solo la prima di molte. Ma permetterà di capire le intenzioni della corte indiana.
L’ora della verità sui due fucilieri
Prima udienza davanti alla Corte Suprema indiana. La difesa: non sono terroristi e devono subito tornare
