Politica

Legge elettorale, i paletti di Alfano

"Indicazione diretta per la leadership, gara tra coalizioni e preferenze". La concessione sulla soglia al 4%. Cicchitto: crisi se la maggioranza sulla riforma sarà di segno opposto a quella del governo

Omicidio spagnolo, e un altro soltanto tentato. Anzi, “infanticidio”, per usare la metafora con cui Angelino Alfano ha commentato il risultato dell'accordo raggiunto tra Matteo Renzi e Silvio Berlusconi sulla riforma della legge elettorale. Una bozza morta sul nascere, e il tentivo non riuscito di far fuori una creatura politica appena nata, quella di Ncd. “E' morta la bozza del sistema spagnolo, e siamo felici di questo” ha detto il vicepremier intervenendo a una manifestazione di partito a Pesaro. Il Nuovo Centrodestra è felice, anche se adesso vuole di più, perché “le prossime ore saranno decisive nelle trattative”. L'escluso più illustre dal dibattito tra il Cavaliere e i suoi carnefici, come lo ha definito, continua a temere il peggio. I due partiti giganti dei due schieramenti opposti sull'arco costituzionale non sono mai stati tanto vicini. Qualcuno tra i democratici è rimasto indignato dall'incontro di Renzi con il nemico, dall'accoglienza riservata all'empio leader di Forza Italia, prima condannato ed espulso da Palazzo Madama e adesso fatto entrare nel tempio del Nazareno. Quasi una rottura sacrale, che dal punto di vista del delfino ribelle, fuggito dal padre politico per proseguire il suo nuoto nel mare magnum delle larghe intese, ha il suono sinistro del colpo di coda; genera la paura della messa da parte, della mancata sopravvivenza. A far temere il Nuovo Centrodestra è soprattutto un sistema che possa gravare sul suo risultato alle urne rispetto a quello delle forze più grandi. Dunque è chiaro Alfano quando dice che Ncd sarà pronto a battersi per “l'indicazione diretta per la leadership, per una gara tra coalizioni, per una soglia di sbarramento vera, e per le preferenze”. Nello stesso senso di Alfano va anche Cicchitto, che dice “no al sistema spagnolo. Il livello di sbarramento che si ipotizza deve essere un livello accettabile. Terzo devono esserci le prefenze”. Insomma non vogliono essere esclusi. Prima di tutto dalle trattative. Cicchitto ha lanciato un messaggio ancora più chiaro al segretario democratico: “Renzi sa benissimo che non è che se conclude l'accordo con Berlusconi il Nuovo Centrodestra lo segue a ruota. Per quel che riguarda la riforma elettorale deve sapere che comporre su di essa una maggioranza di segno opposto a quella del governo, provocherebbe inevitabilmente la crisi”. E su questo punto il vicepremier insiste con forza: “La legge elettorale senza di noi non possono farla. Si scordino di farla senza di noi, si scordino di farla contro di noi”. Ospite di Lucia Annunziata su Rai Tre, Angelino Alfano ha specificato che “grazie al Ncd c'è una legge elettorale che garantirà il bipolarismo e che due coalizioni si confrontino con chiarezza e lealtà”. E ha ribadito le sue condizioni: “Quattro sono i paletti che Ncd ha messo sulla riforma. Il leader deve essere indicato e il leader deve avere a suo sostegno una coalizione che abbia diritto a un premio quando vince. Serve uno sbarramento vero, perché non siamo e non saremo un piccolo partito e avremo voti sufficienti a superare una soglia di sbarramento seria, come quella del 4%, che sia il partito di Casini e Bossi sono riusciti a non superare in alcune occasioni. E per favore no al parlamento dei nominati”. Per questi obiettivi si muove sullo stesso piano del Cavaliere. Sente Renzi, con cui scambia sms e telefonate. “Non so se lo vedrò”, dice, però non si sottrae al confronto. Le indiscrezioni vorrebbero che sia stato le stesso Berlusconi a volere Alfano dentro l'accordo. Che adesso si muoverà verso una trattativa decisa su base triangolare, e non più soltanto bipartitica. I buoni propositi di Ncd su una soglia di accesso non più bassa del 4% dovrebbero essere la concessione richiesta ad Alfano per entrare a far parte del gioco.

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