Politica

Ncd e Scelta Civica temono l’asse Silvio-Matteo

Mentre si fanno le prove tecniche tra Forza Italia e Pd sulla legge elettorale,Ncd, Scelta Civica e Popolari per l'Italia, hanno avvertito il rischio di restare in una posizione marginale in questa...

Mentre si fanno le prove tecniche tra Forza Italia e Pd sulla legge elettorale,Ncd, Scelta Civica e Popolari per l'Italia, hanno avvertito il rischio di restare in una posizione marginale in questa delicata partita. In una riunione nel pomeriggio hanno messo nero su bianco una nota nella quale chiedono un incontro di maggioranza per evitare che il sottile equilibrio su cui si regge il governo, anche per le tensioni interne al Pd stesso, «provochi una crisi di governo al buio». Nella nota i capigruppo Enrico Costa e Maurizio Sacconi (Ncd), Andrea Romano e Gianluca Susta (Sc), Lorenzo Dellai e Lucio Romano (Ppi) hanno sottolineato che è «essenziale un'ampia intesa tra le forze di maggioranza sulla riforma della legge elettorale e della Costituzione». Ncd, Sc e Ppi ribadiscono dunque «la loro disponibilità , in tempi rapidissimi, a condividere con il Pd e successivamente discutere con le opposizioni un pacchetto di riforme che prevedano: il superamento del bicameralismo paritario; una legge elettorale che garantisca rappresentanza delle culture politiche, governabilità e stabilità degli esecutivi, anche attraverso un modello di doppio turno; una significativa riduzione del numero dei parlamentari». Il senatore Ncd, Andrea Augello ventila aria di complotto. «Questo triste rituale di Matteo Renzi che si incontra di nascosto con Denis Verdini per propinare agli italiani il passaggio dal porcellum al porcellinum, leggi liste sempre bloccate ma un pò più corte, non promette nulla di buono». Poi ribadisce: «Non voglio dire che chi nasce rottamatore prima o poi si scopre sfasciacarrozze ma continuare a infliggere ai cittadini un sistema di voto che impedisce la libera scelta del parlamentare a cui si vuole affidare il proprio mandato non è molto nelle corde del momento storico che stiamo attraversando. Speriamo che il sindaco di Firenze se ne renda conto prima che le sue piccole ambizioni finiscano con il trascinarci in inutilissime elezioni anticipate». Si fa sentire anche Sacconi, Presidente dei senatori del Nuovo Centrodestra. «Renzi sembra avere in testa sempre e solo il voto anticipato. A qualunque costo, per il Paese e a qualunque prezzo per Letta. La legge elettorale sembra essere in conseguenza considerata solo come una clava per rompere tutto, a prescindere dalle sue buone o cattive caratteristiche. Tanta determinazione non si è vista in materia di lavoro ove vi è cautela e straordinaria attenzione alla sinistra più radicale».

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