Politica

Costalli: « Basta populismo Si riparta dai moderati»

Bene il Jobs Act, ma Renzi superi i tabù della sinistra

«Si può essere di centro destra senza essere populisti e senza essere amici di Le Pen». Carlo Costalli, il vulcanico presidente del Movimento Cristiano Lavoratori, non ha dubbi su quale sia la strada per il futuro del centro destra, anche se i moderati scarseggiano. «Oggi per qualche voto in più tutti tendono ad urlare e a cavalcare l’onda del populismo, ma non si costruisce il futuro così. Vanno riaccese le speranze nell’elettorato moderato, che non vuole una politica contro l’Europa, anzi che desidera più Europa». Insomma il NCD? «Dal punto di vista dei contenuti siamo certamente vicini, ma poi bisogna agire e avviare definitivamente le riforme». A quelle ci pensa Renzi? «Renzi ha sicuramente un merito, quello di aver riacceso il dibattito su temi come il lavoro, ma credo che debba fare qualche passetto i più oltre ai proclami. Siamo nella melma, non riusciamo a cambiare la legge elettorale ed è stato fatto poco. Così Renzi ha trovato un’autostrada». Tanto grande da sentirsi nella condizione di aprire sui temi etici? «Ormai sono solo uno slogan elettorale. Noi su certe posizioni non scendiamo a compromessi, ma di certo il mondo cattolico è pronto a discutere di argomenti come coppie di fatto e Ius Solis. Su questo secondo punto, però dobbiamo collegare il diritto di cittadinanza, oltre che alla nascita a un percorso di studio minimo». Torniamo a Renzi cosa pensa del Job Act? «Si muove nella direzione giusta: quella di una protezione della sicurezza economica e professionale della persona che lavora, che non può più essere costruita sull'ingessatura del rapporto, come avveniva 30/40 anni fa». Come si costruisce il sistema di ammortizzatori? «Oggi deve essere fondato su un robusto sistema di assistenza alla persona nel passaggio da un lavoro a un altro: servono efficaci sostegni al reddito e assistenza nella ricerca del nuovo posto. Questa è la chiave per una seria difesa del lavoro adeguata alle nuove esigenze, e Renzi sembra averlo capito: ma se questa è la scelta, perché tante esitazioni nel compierla?». Limiti di una maggioranza assai strana? «Penso invece che Renzi debba riuscire a non farsi condizionare dai tabù della sinistra italiana che hanno creato danni incalcolabili alla modernizzazione del Paese, soprattutto al mercato del lavoro».

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