segue dalla prima pagina E cioè si preoccupa di colpire il ceto medio ed il popolo dei correntisti e dei piccoli risparmiatori, aumentando le imposte di bollo (dall’1,5 per mille al 2 per mille) sulle comunicazioni ai clienti relative ai prodotti finanziari, punendo così anche i sottoscrittori di titoli pubblici, preminentemente “cassettisti” e non certo speculatori; la casa, con nuovi balzelli sugli immobili, dopo pasticci vergognosi sulla loro denominazione e definizione, imposte destinate ad aumentare ulteriormente ad inizio dell’anno in corso con il disegno di legge sull’Imu (secondo la Confedilizia, le imposte sulla casa subirebbero un aumento del 193% rispetto alla vecchia Imu); i consumi, attraverso l’aumento dell’IVA al 22%. Per di più, la manovra non appare in grado di garantire la tenuta dei conti pubblici (a novembre, il debito delle amministrazioni pubbliche ha segnato un nuovo record storico, arrivando a 2.104 miliardi di euro) e scontenta anche i Comuni. Per l'allentamento del patto di stabilità, infatti, ad essi arriverà solo un miliardo in investimenti, mentre ne attendevano almeno due. Secondo i primi calcoli, la nuova Service tax che prende il posto dell'Imu assicurerebbe un miliardo di incassi per i Comuni, ritenuti insufficienti per far fronte alle emergenze e all'erogazione dei servizi. Si poteva, ed anzi, si doveva intervenire sulla riduzione dei costi e non, come da sempre avviene, con nuove imposte, attività questa che non richiede grande capacità. Certamente i vincoli di bilancio imposti dall’Europa, il famoso 3% del PIL, non hanno aiutato a definire dei provvedimenti più incisivi e coraggiosi, come è stato detto a titolo di giustificazione. A fronte di questa tesi, però, bisogna ricordare innanzitutto che questa regolamentazione che viene imposta con il patto di stabilità piuttosto che con il “fiscal compact”, viene emanata fuori dalla cornice giuridica dell’istituzione europea, i cittadini non votano per le grandi questioni, non c’è una manifestazione esplicita della volontà dei soggetti interessati, né tantomeno dei rappresentanti di costoro nel Parlamento europeo, ed inoltre che nessuno vietava che la manovra si facesse con i tagli dei costi inutili e non con i balzelli sulla casa e sui risparmi.
Tasse e basta, colpiti sempre i piccoli risparmiatori
segue dalla prima paginaE cioè si preoccupa di colpire il ceto medio ed il popolo dei correntisti e dei piccoli risparmiatori, aumentando le imposte di bollo (dall’1,5 per mille al 2 per mille)...
