Politica

De Girolamo attacca: «Un complotto contro di me»

Il ministro dell'Agricoltura in Aula alla Camera per rispondere delle accuse sulle presunte pressioni sulla Asl di Benevento

L'Aula della Camera è praticamente vuota, così come i banchi del governo. Difficile capire se si tratti di scarso interesse nei confronti di una vicenda che in molti considerano ormai chiusa. O di indifferenza nei confronti di un ministro, Nunzia De Girolamo, che nelle ultime settimane ha scalato posizioni nella classifica di coloro che potrebbero essere interessati da un possibile rimpasto di governo. Poco male, la titolare dell'Agricoltura ha preparato nel dettaglio la propria difesa e risponde punto punto a chi in queste settimane l'ha attaccata pubblicamente accusandola di aver esercitato pressioni sulle nomine della Asl di Benevento. La partenza è decisa: «Mai, mai e poi mai ho abusato del mio ruolo di deputato. Non sono indagata e le intercettazioni che mi accusano sono illegali. realizzate violando il mio domicilio privato». «Ho la coscienza in pace - insiste - e il cuore in subbuglio per una vicenda kafkiana. Mai, mai e poi mai il mio nome è stato coinvolto nella truffa ai danni della Asl di Benvento». La difesa potrebbe finire qui, ma De Girolamo non vuole nascondersi. Non vuole arrendersi a quello che definisce «un complotto e un attacco mediatico senza precedenti». Quindi passa ad analizzare punto su punto le accuse: «Metto da parte ogni garanzia che la legge mi dà in quanto parlamentare e rispondo». Al fianco del ministro, si alternano Angelino Alfano (che lascia l'Aula a metà dell'intervento) e Gaetano Quagliariello. Arriva anche Maurizio Lupi. L'intero Nuovo centrodestra si schiera al fianco di Nunzia. Che con assoluta serenità rilancia la sua linea difensiva: «Non ho esercitato alcuna pressione né direttamente, né indirettamente. Ho combattuto per la gente, per il popolo. Se mi pento di alcune espressioni colorite non mi pento di essermi battuta per chi chiedeva maggiore assitenza sanitaria». «Non nego - aggiunge quasi sfidando con lo sguardo la parte di emiciclo occupata dai deputati Pd - che mi è stato chiesto, anche da persone influenti, di sponsorizzare parenti, amici e compagne per incarichi. Ho sempre detto no e forse mi stanno facendo pagare anche quei "no"». Quindi un affondo su Pisapia, il grande accusatore: «È venuto a casa mia con il registratore con l'unico obiettivo di usarmi per coprire la propria condotta delinquenziale». La conclusione inizia con un elenco dettagliato dei risultati ottenuti nei 9 mesi di governo («avrei voluto che la stampa avesse utilizzato la stessa attenzione che ha riservato alle intercettazioni») per poi passare alla parte "sentimentale" che il ministro affronta con la voce interrotta dalla commozione: «Voglio che mia figlia possa affermare nei prossimi anni che mai sua madre ha violato la Costituzione su cui ha giurato, mai ha abustao della propria posizione. Ho fiducia nella magistratura e sono pronta a collaborare. Chi conosce la verità non si sottragga alla collaborazione con i magistrati. Quanto accaduto dovrebbe insegnarci a non confondere mai la vittima con i carnefici».

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