Non si dimette, rilancia e attacca. La ministra Nunzia De Girolamo oggi alla Camera difenderà se stessa e soprattutto la sua reputazione. Contro le accuse che le ha scagliato addosso Felice Pisapia, registrandola a casa sua con un registratore nascosto. La sua linea difensiva si dovrebbe muovere su tre punti. Il famoso bar dello zio. La registrazione incriminata secondo la quale la ministra farebbe pressioni per il locale è del 23 luglio. Si scopre invece che quattro mesi prima l’ospedale Fatebenefratelli aveva comunicato ai gestori del bar che non gli avrebbe rinnovato la gestione. Così il primo maggio il contratto scade e non viene rifatto. Il 13 luglio, dieci giorni prima della registrazione abusiva l’ospedale comunica al Comune alla Asl e ad altri enti la cessazione del contratto. Quindi la De Girolamo avrebbe fatto pressioni per un interesse inesistente, posto che la gestione del bar era stata negata quattro mesi prima. Le mozzarelle e i controlli mirati. Anche qui si fa riferimento alla registrazione illegale del 23 luglio e alla multa fatta il 18 luglio e sulla quale sarebbe intervenuta la De Girolamo sulla Asl e sui vigili sanitari per bloccare l’iter. Ma anche in questo caso si scopre che la De Girolamo non potè fare alcuna pressione sulla Asl perché tre giorni dopo la registrazione, proprio la Asl insieme alla Guardia di Finanza, stila un provvedimento durissimo alla Procura per contestare i fatti. L’appalto del 118 e i «tentativi» di proroga. Dalle carte emergerebbe che proprio il grande accusatore si adoperò per rinviare il termine di scadenza dei servizi in corso al 31 dicembre 2012 come attestato da una precisa determina (la numero 99). «Ribadisco di essere vittima di registrazioni abusive in casa mia – ha spiegato ieri Nunzia De Girolamo – da parte di chi è stato sottoposto a misura cautelare dalla magistratura per presunti reati commessi nell'Asl di Benevento e di testimonianze raccolte dai giornali da parte di personaggi già noti alle forze dell'ordine e ai giudici. Constato con amarezza che la scala dei valori viene sovvertita e chi è accusato di aver violato la legge viene ritenuto più credibile di chi invece la legge l'ha rispettata. Con la fermezza e la determinazione di chi è più che sicura di non aver commesso nulla di irregolare e di illecito - a meno che le parole in libertà pronunciate nella propria abitazione lo siano - sono pronta a fornire ai colleghi parlamentari tutte le informazioni reali rispetto alle ricostruzioni distorte apparse in queste ore di accanimento, ribadendo totale e incondizionata fiducia negli accertamenti compiuti da parte chi ha, per Costituzione, il compito di farlo e cioè la magistratura». Intanto ieri, dopo la registrazione al Tg5 in cui la ministra spiega di non aver mai preso soldi, l’avvocato di Felice Pisapia ha rinunciato all’incarico. «Davvero strano che avvenga proprio oggi – è il commento della deputata del Ncd Barbara Saltamartini – all'indomani della diffusione della conversazione in cui Pisapia riferisce alla De Girolamo di un complotto ordito ai suoi danni da un avversario politico locale. Una strana coincidenza? Noi siamo e rimaniamo garantisti, lo siamo per cultura e per principio. Ma riflettano i tanti Torquemada degli ultimi giorni, prima di dar vita a processi sommari e di piazza». Ma dal Pd potrebbe arrivare la richiesta di dimissioni per la ministra. «Anche stavolta ascolteremo cosa il ministro ha da dire, poi faremo le nostre valutazioni – ha spiegato il renziano paolo Gentiloni – A questo punto dell'arte tutte le decisioni sono possibili, inclusa la richiesta di dimissioni. Ma sarebbe prematuro farlo prima di sentire i suoi chiarimenti». Sul piano giudiziario «credo che il Pd debba avere una posizione di assoluto garantismo perché non tocca alla politica emettere sentenze, a maggior ragione in un caso come questo in cui il ministro non risulta indagato. Ma sul piano politico è corretto che la De Girolamo venga in Parlamento a chiarire».
Così la De Girolamo smonta le accuse
Depistaggi e false date: Nunzia in aula per contestare l’intercettazione illegale L’avvocato del suo accusatore lascia l’incarico. Ma il Pd vuole le dimissioni
