Musica dolce per le orecchie di Silvio Berlusconi. Non pochi i passaggi, viene riferito, dell’intervento di Matteo Renzi alla direzione del Pd che hanno suscitato l’attenzione del Cavaliere. Certo, all’ex premier non è sfuggito quel «de cuius» con cui il leader di largo del Nazareno lo ha definito, ma niente di grave, una «punzecchiatura» che rientra nel normale scontro politico tra avversari e che, a dire di Berlusconi, serviva a Renzi per zittire le polemiche interne di chi non vuole che il faccia a faccia si svolga. Al Cavaliere, riferisce chi ha avuto modo di commentare con lui il discorso di Renzi, è piaciuto - e non è una novità - il piglio del giovane rottamatore. Anche a noi, si sarebbe lasciato sfuggire l’ex capo del governo con alcuni interlocutori, servirebbe un giovane così. Non è un caso, viene fatto notare, che nessun forzista abbia criticato il segretario Pd, riservando all’ala «sinistra» del partito le dichiarazioni pungenti. In particolare, Berlusconi avrebbe condiviso per filo e per segno il passaggio sulla legge elettorale e sulla necessità di mettere una pietra tombale sul potere di veto dei piccoli partiti. Del resto, da tempo l’ex premier lamenta il fatto di non essere riuscito a mettere in campo quella rivoluzione liberale a cui mirava per colpa, di volta in volta, dei vari «piccoli» presenti nella coalizione: e nei suoi interventi ha citato più volte Fini - oppostosi a suo dire a una vera riforma della Giustizia e al giro di vite sulle intercettazioni- e Casini. Non è un mistero, d’altra parte, che il segretario del Pd e il leader di Forza Italia condividano - ed è per questo che Berlusconi punta molto sull’accordo con il sindaco di Firenze - la stesa impostazione sulla legge elettorale. Ossia, deve essere bipolare, garantire la governabilità e dare pieni poteri al partito che vince le elezioni. Lo spagnolo è il sistema preferito, ma anche il Mattarellum è il «sindaco d’Italia» potrebbero andar bene nel momento in cui mantenessero una quota di seggi «blindati» da destinare ai fedelissimi. Ma il Cavaliere punta molto sull’incontro con Renzi, che secondo gli ultimi boatos azzurri dovrebbe svolgersi domani, a Roma, nel tardo pomeriggio, anche se c’è chi ipotizza un blitz già oggi, per dribblare telecamere e taccuini.
Cav-Renzi Forse domani l’incontro
Musica dolce per le orecchie di Silvio Berlusconi. Non pochi i passaggi, viene riferito, dell’intervento di Matteo Renzi alla direzione del Pd che hanno suscitato l’attenzione del Cavaliere. Certo,...