Politica

«Battaglie scomode Fatto fuori dai Dem»

Susanna Novellis.novelli@iltempo.it Non ci sta Angelo Bonelli, una vita spesa nelle battaglie a difesa dell’ambiente, da consigliere semplice" in comune, alla Regione, da assessore e in parlamento....

Non ci sta Angelo Bonelli, una vita spesa nelle battaglie a difesa dell’ambiente, da consigliere semplice" in comune, alla Regione, da assessore e in parlamento. Non ci sta a vedere il suo nome nella lista dei regali di Manlio Cerroni, «un personaggio e un sistema da me sempre contrasti», sottolinea accorato mentre è in viaggio per l’Italia a difesa dell’Ambiente, dall’Ilva di Taranto in su. Onorevole Bonelli nelle carte degli inquirenti il suo nome figura sulla lista dei regali per le festività che il «Supremo» elargiva a politici e dirigenti. Non è un’invenzione giornalistica, lo sa? «Rispetto il vostro lavoro e se ero su quella lista francamente non lo so. Quello che so è che non ho mai incontrato Cerroni, l’ho visto solo sulle foto pubblicate dai giornali. Se lui ha fatto una lista per delle regalie è francamente un problema suo». Lei rivendica la battaglia contro Cerroni e in generale del «sistema Malagrotta» ma quando e come l’avrebbe combattuta? «Tra il 2006 e il 2007 ero il presidente dei deputati Verdi, l’allora governo Prodi aveva preparato un decreto per i Cip 6 anche nel Lazio. Un alibi secondo me dettato in quegli anni dall’emergenza, vera o presunta, dei rifiuti a Napoli che si sarebbe potuta estendere anche a Roma. Feci un ostruzionismo durissimo, ricordo ancora le 12 ore in Aula, da solo a combattere contro quel decreto. Ricetti in quelle ore decine di telefonate, anche dal ministero alle Attività produttive, ma il decreto saltò, salvo poi essere reintrodotto nel 2008 dal governo Berlusconi. E non è stata l’unica battaglia». È a quel punto che s’incrinarono i rapporti suoi e dei Verdi in generale all’interno dell’alleanza del centrosinistra? «Penso proprio di sì. Quello sui rifiuti è certamente uno dei punti per i quali poi i Verdi sono stati "allontanati" dalla coalizione. Eravamo come dire "inaffidabili" e quella dei rifiuti credo sia stata una conferma»». Si riferisce a Monti dell’Ortaccio, ovvero agli anni del centrodestra al governo della Regione? «Esattamente, nel 2011 presentai una serie di esposti contro il progetto di creare una nuova discarica, inviai anche ispettori regionali e sollecitai diversi interventi della polizia locale. A quel tempo ero in consiglio regionale e l’allora governatrice Polverini rispose in aula che "quella era casa di Cerroni e che uno a casa sua fa quel che vuole". Per tutto questo, e anche altro, leggendo il mio nome in quella lista ho avuto un sussulto. La coerenza del partito che da anni rappresento, così come l’indignazione rispetto a queste vicende sono due dati di fatto che anche o soprattutto politicamente qualcuno nel centrosinsitra ci ha fatto ben pagare».

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