Politica

Ora l’Italia scateni l’inferno

L’Italia è un grande Paese, importantissimo nel mondo. Non possiamo continuare a subire la vicenda vergognosa che tiene ostaggio in India i nostri Salvatore e Massimiliano. Sono stata inviata speciale per le emergenze umanitarie e ho organizzato numerose missioni per riportare a casa italiani in difficoltà: nelle Filippine, in Afghanistan, in Iraq, in Sud Sudan. So che non c’è niente di peggio che parlare con il senno di poi ma è evidente che la questione dei nostri marò in India non è stata affrontata a livello politico come si sarebbe dovuto. L’allora premier Monti, informato della vicenda dei due militari italiani trattenuti in India, avrebbe dovuto parlare subito con il presidente del Consiglio indiano e minacciare di fare sfracelli se i marò non fossero stati liberati e portati subito in Italia e, in caso, processati. Non è successo niente di tutto questo e adesso il caso si sta complicando sempre di più. Troppi errori. Già da quando la nave Enrica Lexie con a bordo i nostri marò, che si trovava in acque internazionali, è stata fatta rientrare nel porto di Kochi con uno stratagemma. Poi c’è stata la seconda occasione sprecata dal governo Monti. Quando i due marò sono tornati in Italia con un permesso di un mese per le votazioni del 2012. Allora Monti avrebbe dovuto far scattare i trattati internazionali che sanciscono il principio di non consegnare nostri cittadini a Paesi che hanno la pena di morte. Ma niente. Ancora adesso non si conoscono nemmeno i capi d’imputazione dei nostri marò. Ora bisogna scatenare un inferno a tutti i livelli istituzionali: dall’Unione europea all’Onu passando per le riunioni Nato e quelle antipirateria. Finché non riusciremo a riportarli a casa.

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