Politica

Renzi provoca Alfano: "Insieme per ius soli e unioni civili"

E' un fiume in piena: parla di legge lettorale, di rimpasto, delle riforme, della revisione del titolo V (sulle autonomie)

Matteo Renzi parla a 360° via Twitter, in Senato, intervista in serata a Ballarò. Giornata piena in cui ripete fino allo sfinimento i punti caldi del suo partito. Ai Senatori del Pd indica le priorità del governo e descrive le sue idee sulle riforme istituzionalie e sulla legge elettorale. "Dettiamo l'agenda noi stavolta, sulle nostre questioni ci facciamo sentire. Non possiamo permetterci di farci tenere sotto scacco per otto mesi, come è successo, su una vicenda come quella dell'Imu. Siamo un paese dei capi di gabinetto che contano più dei ministri. Sulla legge elettorale: "La cornice alla quale mi sento vincolato è un sistema che elimini l'inciucio". Su questo punto, le trattative con il centrodestra vanno avanti. Renzi ha incassato la disponibilità di Silvio Berlusconi a ragionare di modello spagnolo o, in alternativa, di Mattarellum modificato. A patto che non si parli mai più di doppio turno caro ad Angelino Alfano e a Enrico Letta. L'huffington post rivela che i lavori siano in stato avanzato grazie all'attività svolta nelle ultime settimane da Denis Verdini e dallo staff del segretario. Sul Senato la posizione del fiorentino è netta: "Il nuovo Senato non potrà essere né elettivo né prevedere indennità per i senatori, solo così si supera il bicameralismo". Ai microfoni di Ballarò parla del suo rapporto con Enrico Letta, del rimpasto di governo, ancora di riforme. "Io con Letta non ho mai litigato è abbastanza noioso questo giochino costante del chi logora chi. Il governo è lì da 11 mesi, lei chiuda gli occhi: che ha fatto il governo? Lei ci deve mettere tante cose, ci deve mettere l'Imu, e in questi undici mesi se non è stato fatto molto, qualche riflessione dobbiamo pur farlcela. Ora io penso che sia arrivato il momento di smettere con le polemiche, nessuno vuole prendere il posto di Letta, nessuno vuole mettere in discussione la leadership di Letta, tutti vogliamo che il governo faccia le cose che in questi mesi non ha fatto. Tutto il resto non mi interessa. A me basta che sugli impegni che abbiamo preso: dal lavoro alla legge elettorale, al taglio del miliardo dei costi della politica, che poi la gente non ne può più giustamente facendo i conti in tasca e facendo qualche fatica, vedere lì un esercito di consiglieri regionali che guadagna tre volte quello che guadagna un cittadino normale anche quattro volte.  Su queste cose se riusciamo a mantenere gli impegni delle primarie siamo tutti felici e facciamo un monumento al governo".  Sul rimpasto: "Mi addormento soltanto a pensarci: il rimpasto, i tavoli di riunione, le liturgie tipiche della politica..ma dai se il presidente del consiglio vuol cambiare qualcuno lo cambi, se non lo vuole cambiare non lo cambi, se vuole lo stesso governo lo rifaccia, per me può giocare con la formazione che vuole. Per me l'importante è il risultato. Per me importante è vincere". Nell'incontro pomeridiano "Matteo Risponde" (diventerà anche un hashtag che entra nei trend di Twitter) è un fiume in piena. Matteo risponde per davvero. Non si fa sfuggire nulla, sul social network. Pensioni d'oro, droga, imu, spesa pubblica, caso De Girolamo, abolizione del Senato, Napolitano, Kyenge, legge lettorale, elezioni, auto blu, Ncd, Jobs Act, ius soli, unioni civili. Questi sono i temi affrontati durante la diretta. Centrodestra. Lancia frecciatine ad Alfano con cui, scrive, resterà il tempo necessario a fare approvare ius soli e la civil partenership alla tedesca. Boccia la proposta di Ncd sulla riduzione dei senatori (che secondo Alfano e i suoi devono restare rappresentanti eletti come i debutati) e spiega che il Pd propone un pacchetto complessivo fatto da legge elettorale e riforme che può scongiurare il voto nel 2014. "Noi proponiamo un patto che tenga insieme legge elettorale, revisione del sistema istituzionale e modifica del titolo quinto. Per questo sono rimasto veramente colpito dalla posizione di Ncd che è un clamoroso passo indietro rispetto a quello che ci avevano detto ed assicurato. Tra l'altro con le riforme, anche le preoccupazioni del presidente Letta a proposito del voto nel 2014, verrebbero meno. Perché per la modifica del titolo quinto e la revisione costituzionale ci mettiamo almeno un anno. Ma se gli altri partiti della maggioranza non vogliono fare le riforme costituzionali ce lo dicano". Legge elettorale. Renzi scungiura un futuro di larghe intese: "Il Pd si presenta con una legge elettorale solo se  in condizione di portare a casa il risultato. Tra le mie proposte non c'è spazio per inciuci, sono proposte che garantiscono la governabilità. Abbiamo fatto tre proposte che devono incontrare un po' di consenso in parlamento che hanno caratteristiche positive tutte. Il Mattarellum è il migliore nel rapporto con il collegio, il doppio turno è il migliore per garantire un vincitore, lo spagnolo è quello migliore per rafforzare i grandi partiti, si va a un bipartitismo". Risponde a una domanda su un possibile accordo con Silvio Berlusconi. "Lei la manderebbe sua figlia ad Arcore da Berlusconi? Come si fa a fare una legge elettorale con lui?", gli era stato chiesto. "Spero per lei che le abbiano spiegato la differenza, ma non credo che sia accaduto", replica il segretario del Pd. Caso De Girolamo e rimpasto. Il segretario del Pd prende le distanze da ogni responsabilità di rimpasto del governo. "Vedremo quello che deciderà il presidente del Consiglio. Vorrei essere chiaro: tocca al premier decidere del destino dei ministri. E' evidente che può chiedere le sue opinioni ai partiti, ma la scelta dei collaboratori spetta al capo dell'esecutivo". Poi sul ministro Nunzia De Girolamo: "Il Pd ha chiesto che vada in Aula, racconti la sua versione dei fatti, nessuno fa dei processi ancorché politici in contumacia e alla luce di quello che dirà il Pd prenderà una sua posizione che sarà univoca, non ci sarà bisogno di mediare". Detto questo, ha insistito, "in questo momento la domanda va fatta al premier che sono certo non mancherà di prendere posizione in modo rapido". Confronta il comportamento del ministro con quello di Josefa Idem. «La Idem si è dimessa mostrando uno stile diverso», risponde secco in puro stile da twittero. Poi torna sull'ipotesi rimpasto incalzato da un simpatizzante del Movimento 5 Stelle. "Quello che dobbiamo cambiare non è la composizione del governo. Vi piacerebbe che ci si mettesse nel compro-baratto-vendo delle posizioni istituzionali, a qualcuno del Cinque Stelle piacerebbe per dire anche Renzi è come loro, spiacenti vi è andata male. Noi il "cambia verso" lo facciamo sulle cose concrete. Il "cambia verso" non può essere una poltrona o un rimpasto, spiacente ma non ci caschiamo", ha insistito. Jobs Act. "Dovremo trovare una traduzione italiana per il jobs act perché se continuiamo a chiamarlo all'inglese poi si arrabbiano". Scrive Matteo Renzi. "Sul tema del lavoro c'è l'intera sinistra europea che si sta facendo delle domande e degli interrogativi. E' fondamentale sottolineare che il jobs act ha tolto la discussione ai soli addetti ai lavori. Credo sia interessante provare finalmente ad essere operativi". Il discorso si in treccia sui contratti di lavoro dei dirigenti. "Nel jobs act c'è una proposta dibattuta: eliminare il contratto a tempo indeterminato per i dirigenti. Il dipendente pubblico vince un concorso, il dirigente può essere un dipendente a tempo indeterminato o a tempo determinato, ma non può rimanere a vita come oggi, che può fare il bello e il cattivo tempo". Dimissioni di Napolitano. Matteo Renzi ha assicurato di non avere avuto l'impressione, nel colloquio di ieri, che il presidente intenda dimettersi. "No, Napolitano aspetta le riforme. Le aspetta da sette anni... e dopo anni di chiacchiere finalmente ci siamo. Spesa pubblica. Gli viene chiesto se sia il caso di razionalizzare la spesa e lui risponde così: "Una legge sulla tracciabilità della spesa pubblica si deve fare. Lo inseriremo nel contratto di governo Impegno 2014. Vuol dire sapere totalmente dove vanno i soldi". Pensioni d'oro. Il tema delle pensioni d'oro "sollevato anche da Giorgia Meloni vedrà una posizione unitaria del Pd nelle prossime ore, con una soluzione che sia tecnicamente percorribile. Fu una delle vicende di cui parlammo a lungo nella campagna per le primarie" Legalizzazione delle droghe. "Iniziamo a modificare la Fini-Giovanardi dividendo le responsabilità tra droghe leggere e pesanti". Così Renzi risponde a chi gli chiede se voglia abrogare la Fini-Giovanardi sul consumo di droga. Imu. Il segretario critica le misure prese e poi cambiate in questi mesi. "Nel patto di coalizione ci saranno impegni concreti da realizzare o non si sa mai cosa si fa e si fanno le figuracce già fatte".

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