Un governo serio avrebbe già riportato a casa i suoi marò imprigionati all’estero. Difronte allo spettro di una condanna a morte comminata dopo un processo farsa, questo utopistico esecutivo avrebbe dovuto battere i pugni provvedendo al ritiro del proprio ambasciatore e alla convocazione del collega diplomatico dello stato avverso. Governanti con le palle si sarebbero comportati così concentrandosi anche su ritorsioni alternative, coinvolgendo l’Europa e minacciando l’interruzione di accordi commerciali d’interesse della controparte. Insomma, anche solo per fare ammuina , un governo «normale» si sarebbe dovuto far sentire. E invece niente. Zitto e muto, succube e appecoronato ai prepotenti di turno col turbante. Questo perché abbiamo un ministro degli Esteri inutile ormai anche a Pannella. Perché credibilità e spessore internazionale, peso economico e politico, hanno oltrepassato lo zero. Perché siamo anni luce lontani dalla prova di forza di Craxi con gli americani fronteggiati dai carabinieri a Sigonella. Non ci rispetta più nessuno perché nessun Paese baratterebbe i piloti del Cermis con la terrorista Baraldini, nessuno permetterebbe all’ergastolano Battisti di scontare la sua condanna sulla spiaggia di Copacabana. Ecco, il copione si ripete difronte all’India che viola i diritti civili, che non esclude oggi la pena capitale che ieri aveva escluso nella lettera che pubblichiamo, e che da sempre pretende di processare in Patria i nostri marò quando per i suoi ufficiali coinvolti in gravi reati all’estero ottiene l’immediata restituzione. L’Italia impotente è derisa e umiliata. Ridateci Bettino, un gigante al cospetto di questi nani da giardino.
Paese umiliato Ridateci Bettino
di Gian Marco Chiocci Un governo serio avrebbe già riportato a casa i suoi marò imprigionati all’estero. Difronte allo spettro di una condanna a morte comminata dopo un processo farsa, questo...