Politica

Berlusconi lancia "Forza Marina"

Il 26 gennaio kermesse per il ventennale della discesa in campo di Silvio. In quella data l’annuncio della figlia. E intanto nomina sette coordinatori

C’è una data segnata in rosso sul calendario di Silvio Berlusconi. È quella del prossimo 26 gennaio. Che è il ventennale della discesa in campo del Cavaliere, con il videomessaggio che avrebbe cambiato la storia politica del Paese. Ma, nell’immaginario berlusconiano, potrebbe presto assumere anche un’altra valenza: quella del passaggio di consegne con la figlia Marina. Il Cavaliere non pensa certo a ritirarsi a vita privata. Ma è consapevole che presto la sua libertà potrebbe subire un drastico ridimensionamento sia se gli verrà concesso l’affidamento in prova ai servizi sociali, sia che la pena di nove mesi per frode fiscale nell’ambito del processo Mediaset debba essere scontata ai domiciliari. In quel caso, con l’accelerazione imposta da Renzi sulla riforma elettorale e il voto a maggio che diventa ogni giorno più probabile, Berlusconi non potrà recitare un ruolo di primo piano in campagna elettorale. E allora, per salvare il «brand» nei cuori dei sostenitori - e sulla scheda elettorale - la strada più semplice da seguire sarebbe proprio il lancio della figlia Marina, custode fidata del verbo del padre convinto, in cuor suo, che l’eventuale detenzione moltiplicherebbe ulteriormente i consensi di Forza Italia. Condizione necessaria, ovviamente, è il ritorno alle urne nel 2014. In alternativa, il Cavaliere non vorrebbe mai bruciare il nome della figlia in anticipo. Ma Berlusconi è convinto che per il 26 gennaio, data nella quale è peraltro già fissata la convention di Forza Italia, presumibilmente a Roma, il quadro politico sarà già più chiaro. Anche perché proprio in quei giorni scade l’ultimatum di Renzi per avere una prima bozza della prossima legge elettorale in Parlamento. Nel frattempo, il Cav continua a ridisegnare l’organigramma del partito. Ieri sono stati nominati altri coordinatori regionali. Nella Marche Remigio Ceroni ha appreso della sua riconferma proprio dalla voce del presidente, via telefono, mentre nella Sicilia la volata tra le varie correnti è stata vinta dal senatore Vincenzo Gibiino. Altra poltrona particolarmente contesa era quella della Campania, che alla fine è andata a Domenico De Siano, sponsorizzato dai vari Carfagna e Cesaro, nonostante la fortissima opposizione dei cosentiniani. In Calabria la coordinatrice sarà Jole Santelli, mentre in Piemonte tocca a Gilberto Pichetto; in Emilia Romagna Massimo Palmizio; in Basilicata Cosimo Latronico. Restano ancora da sbrogliare alcune matasse piuttosto complicate. Prima tra tutte quella relativa all’Abruzzo, dove a contendersi la poltrona di coordinatore sono Paola Pelino, Nazario Pagano e Riccardo Chiavaroli. Tutti i nodi, in ogni caso, dovranno essere sciolti entro pochissimi giorni, perché nel calendario della prossima settimana è già previsto un incontro di Berlusconi con tutti i coordinatori regionali del partito. Immediatamente dopo il Cav, che potrebbe fare ritorno a Roma il 9 gennaio, stabilirà l’organigramma nazionale del partito. I nomi che si rincorrono sono sempre gli stessi. Il direttore del Tg4 Giovanni Toti che ambisce al ruolo di vicepresidente, Antonio Tajani agli «affari europei», una tra Carfagna, Bernini e Prestigiacomo per fare da trait d’union con il Parlamento. A quel punto, quando la squadra sarà al completo, potrebbe iniziare la lunga campagna elettorale.

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