Politica

Giovanardi: per la Carta la coppia è uomo-donna

Andrea Barcariol Della proposta di Matteo Renzi sulle unioni civili non vuole neanche sentire parlare. Carlo Giovanardi, 63 anni, senatore del Nuovo Centrodestra non usa giri di parole e boccia il...

Della proposta di Matteo Renzi sulle unioni civili non vuole neanche sentire parlare. Carlo Giovanardi, 63 anni, senatore del Nuovo Centrodestra non usa giri di parole e boccia il rottamatore. Governo a rischio sulle unioni civili? «Quando si affronta l’argomento matrimonio ci sono dei limiti costituzionali invalicabili. C’è una sentenza della Consulta di cinque anni fa che è molto chiara. Formule di serie A e di serie B non possono essere introdotte. Se invece si parla di diritti individuali, da questo punto di vista io stesso ho presentato una proposta per risolvere i problemi che le associazioni gay lamentano da anni: diritti di successione, convivenza, affitto». Parla del ddl sui Patti di solidarietà e convivenza, in discussione in Commissione Giustizia? «Certo, il dibattito fra le forze politiche deve svolgersi sulla base di un confronto concreto sugli atti parlamentari e non sulle suggestioni propagandistiche. La mia è una proposta che rispetta i diritti dei singoli nelle formazioni sociali ma anche i principi della Costituzione che indicano nel matrimonio fra uomini e donne il cardine della famiglia. Noi riteniamo che due uomini, due donne, una perpetua e un parroco, chiunque decida di vivere in un rapporto di solidarietà possa dirimere le questioni patrimoniali e successorie attraverso un contratto. Con questa proposta si risolvono tutti i problemi alla radice. La realtà è che ci vuole meno demagogia e più concretezza, a meno che non si punti ad altro». Crede sia una strategia di Renzi per andare subito al voto? «Questo non lo so. Lui è convinto che se si va al voto vince. Io sono convinto che vinciamo noi, ma non è questo il punto. La priorità è fare la legge elettorale, altrimenti andare a votare sarebbe completamente inutile. Affrontare argomenti delicati per far cadere il governo, rendendo inutili i tanti sacrifici sopportati dagli italiani durante la crisi, sarebbe un gravissimo errore». Teme che dalle unioni civili alle adozioni per le coppie gay il passo sia breve? «Certamente. Una volta arrivati alla parificazione la conseguenza diretta, come avviene nei Paesi del Nord Europa che hanno introdotto l’uguaglianza tra le coppie gay e le etero, è l’adozione per le coppie omosessuali e l'utero in affitto. Si tratta di due provvedimenti che, sondaggi alla mano, vedono contrari il 70% degli italiani». Renzi sulla riforma elettorale sta accellerando molto. Pensa che si riuscirà a trovare un accordo in tempi brevi? «Siamo in un vuoto legislativo e c’è bisogno della riforma. Detto ciò, non c’è la necessità di farla in 10 giorni, perché si voterà nel 2015. Altrimenti si rischia di fare pasticci come nel caso del dl "Salva-Roma". Renzi deve passare dalla teoria alla pratica, ora è il segretario del Pd, è giusto che faccia le proposte ma queste devono essere circostanziate. Ad esempio, dice che bisogna rivedere il meccanismo delle adozioni internazionali. Io mi chiedo se è a conoscenza del fatto che i bambini da adottare non ci sono, tante famiglie aspettano da anni. La maggior parte dei bimbi adottati arrivano dalla Russia che, se fossero introdotte le nozze gay, vieterebbe le adozioni». Anche sull’abolizione della Bossi - Fini avete posizioni divergenti. Possibile andare avanti così fino al 2015? «Se l’idea è quella di riorganizzare i Cie (centri di identificazione ed espulsione, ndr) siamo d’accordo. Se invece si pensa di risolvere il problema chiudendo tutto allora siamo decisamente contrari. È giusto tutelare i diritti umani, ma la sicurezza degli italiani rimane una priorità assoluta. Il vero problema è uscire dai proclami ideologici confrontandosi concretamente intorno a un tavolo. Ci troviamo in una situazione particolare, nelle ultime elezioni non c’è stato un vincitore. Nessuno ha vinto, quindi non si può pretendere di fare determinati tipi di riforme, si deve aspettare che ci sia un governo legittimato dai cittadini». Secondo lei cosa dovrebbe fare il governo fino al 2015? «La riforma elettorale, la riduzione del numero dei parlamentari e la riforma del Senato. Se ne parla da una vita e sarebbe il modo migliore per presentarsi alle elezioni dimostrando ai cittadini che si è fatto qualcosa di concreto. In questo momento c'è bisogno che la politica dia risposte di questo tipo per riavvicinare la gente». Si parla di un rimpasto di governo per dare più spazio ai renziani a scapito dei ministri del Ndc. E' un'ipotesi plausibile? «Su questo non mi esprimo, fortunamente è una materia la cui competenza spetta al Presidente del Consiglio e al Quirinale».

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