Politica

Valzer di poltrone nel governo

Più spazio ai renziani. A rischio Lorenzin (Ncd) e Zanonato. Scelta Civica reclama un posto. Intoccabili Lupi e Quagliariello

A metà gennaio sarà pronto il patto di governo che il premier Enrico Letta discuterà con Matteo Renzi e con le altre forze che sostengono l’esecutivo. Anche il rimpasto si avvicina. Il segretario del Pd e i suoi fedelissimi hanno precisato di non essere interessati alle poltrone. Ma è inevitabile che, dopo il trionfo di Renzi e la divisione tra Forza Italia e Nuovo Centrodestra, siano ridiscussi gli equilibri. Prima questione. Il partitino di Alfano, che conta su una trentina di deputati e altrettanti senatori, come può mantenere cinque ministri? Seconda questione. Matteo Renzi ha stravinto le primarie eppure nell’esecutivo guidato da Letta c’è un solo ministro vicino al sindaco di Firenze, Graziano Delrio. È una questione politica, non tanto di potere. I renziani rappresentano il 70 per cento del Pd eppure al governo ci sono tutti esponenti di area bersaniana (il ministro dell’Ambiente Andrea Orlando e il responsabile della Cultura Massimo Bray, ma anche il numero uno dello Sviluppo economico Flavio Zanonato e la responsabile del dicastero dell’Università e Ricerca Maria Chiara Carrozza). Dunque delle due l’una: o i ministri di area bersaniana diventano «portavoce» delle politiche che la maggioranza renziana stabilirà oppure, caso molto più probabile, cederanno il posto a colleghi di partito vicini alle idee del sindaco di Firenze. Terza questione. Sul piatto ci sono anche i posti da sottosegretari e viceministri lasciati liberi dagli esponenti di Forza Italia. I nomi. Nel Nuovo Centrodestra rischiano il posto soprattutto il ministro della Sanità Beatrice Lorenzin e quello dell’Agricoltura Nunzia De Girolamo. Sembrano invece intoccabili il vicepremier e ministro dell’Interno Angelino Alfano, quello delle Infrastrutture Maurizio Lupi e il responsabile delle Riforme Gaetano Quagliariello. Proprio su questo terreno, su cui il presidente della Repubblica Napolitano non ha mai smesso di insistere, si gioca il futuro dell’esecutivo e dei rapporti tra Letta e Renzi. Nel Pd in bilico ci sarebbero Andrea Orlando e Stefano Fassina (vice all’Economia). Con un piede già fuori dall’esecutivo il ministro Fabrizio Saccomanni, di cui i renziani avrebbero chiesto la sostituzione dopo le vicende Imu-Tasi e slot machine. Tentennano anche le poltrone di Zanonato (Sviluppo Economico) ed Enrico Giovannini (Lavoro). I Democratici guidati dal sindaco di Firenze non disdegnerebbero di avere entrambi gli incarichi per poter orientare la politica economica del governo. Possibile infine l’entrata nell’esecutivo di un ministro o vice in quota Scelta Civica. Dopo l’uscita del responsabile della Difesa Mario Mauro dal partito di Monti, infatti, il movimento del Professore, che esprime anche il ministro Moavero Milanesi, reclama una compensazione.

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