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Fazzone: Forza Italia deve ripartire dalla gente

Andrea Barcariol È tra i magnifici sette scelti da Silvio Berlusconi per il ruolo di coordinatore regionale della neonata Forza Italia. Claudio Fazzone, 52 anni, è stato presidente del Consiglio...

È tra i magnifici sette scelti da Silvio Berlusconi per il ruolo di coordinatore regionale della neonata Forza Italia. Claudio Fazzone, 52 anni, è stato presidente del Consiglio regionale del Lazio dal 2001 al 2005. Nel 2006 è stato eletto per la prima volta al Senato con Forza Italia e rieletto senatore nel 2008 e nel 2013 nelle liste del Pdl. Adesso guiderà la Forza Italia laziale. Come intende rilanciare FItalia nel Lazio? «C’è molto lavoro da fare a livello territoriale. Il mio primo obiettivo è quello di avere un partito aperto, dove possano entrare persone nuove, valide, in grado di dare un contributo importante per lo sviluppo di tutta la comunità. Non dobbiamo avere paura di aprire a nuovi imprenditori, c’è bisogno di portare entusiasmo e di non limitarsi ai soliti amici». In questo senso puntate molto sui circoli? «Certo, i circoli devono avere una funzione importante per attirare nuovi giovani imprenditori e imprenditrici che devono portare nuove idee. Il nostro compito principale è quello di preparare una nuova classe dirigente e riavvicinare i cittadini alla politica». Un giudizio sull’operatore del precedente coordinatore regionale del Pdl? «Non mi piace giudicare il lavoro degli altri, fare pagelle, dico solo che nel Lazio c’è tanto da fare e bisogna agire velocemente. Ognuno imposta il suo lavoro sulla base della propria visione politica. Io sono abituato a stare in mezzo ai cittadini, a parlare con loro. Forse proprio per questo sono stato scelto per fare il coordinatore regionale». Berlusconi ha più volte auspicato un ritorno a fare politica sul territorio. «C’è la necessità di portare la voce dei cittadini in Parlamento. Per fare questo bisogna dialogare con loro e prendersi anche le critiche. I politici da talk show ormai lasciano il tempo che trovano. Io ritengo che ci sia bisogno di un punto di riferimento per i cittadini che devono trovare risposte concrete alle loro domande. È il momento di dare risposte a tutti, a partire dai ceti produttivi». Si può parlare di un processo di rinnovamento nel partito? «C’era bisogno del rinnovamento e così è stato. Mi sembra che si sia scelto abbinando il rinnovamento all’esperienza necessaria per un ruolo del genere».

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