L'idea che ha suscitato tanto scalpore, scaldato gli animi, fatto parlare di sé e pure attratto critiche come una calamita porta la sua firma: spegnere la tv stasera e non ascoltare il messaggio alla nazione a reti unificate del presidente Napolitano, apponendo un tricolore al balcone. D'accordo con nientemeno che il fomentatore pentastellato ed ex comico Beppe Grillo. Ma l'ex parlamentare del Pdl ed esponente di Forza Italia Giuseppe Moles ad indietreggiare di un millimetro non ci pensa proprio: «È stata una mia iniziativa e non ha a che fare con posizioni politiche» tiene a precisare a Il Tempo. » L'ho lanciata sui social network - Facebook e Twitter - e sono contento che abbia avuto risonanza anche a livello politico e che abbia fatto parlare». Perché la sfida dell'«impeachment televisivo» al Capo dello Stato? «È nata da tutta una serie di umori colti fra la gente. Non c'entra niente né Berlusconi né Forza Italia. Volevo lanciare un segnale di dissenso verso il ruolo che sta ricoprendo il Presidente della Repubblica. Purtroppo, non siamo in una Repubblica presidenziale, come a me invece piacerebbe, ma parlamentare. E, come noto, la Costituzione ha assegnato una funzione precisa al Presidente. La mia è una forma di dissenso educata, libera, per nulla estremista, come è stato invece detto da alcuni erroneamente, e pacifica: scelgo semplicemente di non ascoltarlo. Le continue esternazioni del Capo dello Stato appaiono come l'immagine di andare oltre il suo ruolo istituzionale. È, ad oggi, il paladino di una linea, si è posto come il tutore della sovranità di quel governo o di quell'altro. Si è espresso in tali forme con toni vibranti in più occasioni. Il rischio, insomma, è che Napolitano rischi di apparire di parte: ed è su questo che è importante far virare la riflessione». Si riferisce ad episodi specifici? «Dalla nomina di Monti a senatore a vita e poi la sua indicazione a premier, ma è stato pure la stampella del governo Letta anche quando le larghe intese fallivano. L'avrà fatto anche in buona fede... Ma tant'è». In Forza Italia non tutti sono d'accordo con la sua iniziativa. «E meno male, ne sono contento. La si può pensare come si vuole, ben vengano le opinioni differenti. La mia non è un'iniziativa di partito, lo ribadisco. È partita, infatti, dalla rete, non da un mio comunicato stampa. E chi dice che Forza Italia boicotta la mia idea fa solo mera strumentalizzazione. Chi mi accusa di estremismo straparla: gli estremisti sono quelli che bruciano le bandiere. Mi fa piacere che ci sia stato comunque un forte riscontro: i numeri che mi hanno dato parlano di oltre 17.000 contatti sulla pagina Facebook dell'iniziativa». Sulla paventata ipotesi, invece, che domani sera (stasera, ndr), in contemporanea con quello di Napolitano, ci sia una sorta di contro-discorso di fine anno di Berlusconi come quello di Grillo sul suo blog che ne pensa? «Non lo so proprio, qualsiasi cosa dicessi sarebbe una bugia. Il Presidente Berlusconi non lo sento da tre giorni. E quando l'ho sentito abbiamo parlato solo di Forza Italia, stiamo lavorando sul nuovo movimento». Dunque, domani sera (stasera, ndr) alle otto e mezza che farà? «Sarò a cena a Roma per brindare al nuovo anno. Abbiamo organizzato a casa di un gruppo di amici. Ascolteremo musica. E, visto che l'appartamento ha un balcone, appenderemo il Tricolore, simbolo del Presidente della Repubblica, dell'Italia».
«Spegnere il Colle? Lo vuole la gente»
Moles è l’esponente di Forza Italia che ha lanciato l’idea di boicottare il messaggio del Colle. «Non sono estremista, è solo un segnale di dissenso»
