"L'anno che sta per iniziare può e deve essere diverso e migliore, per il paese e specialmente per quanti hanno sofferto duramente le conseguenze della crisi". Non è dato sapere se le parole del presidente siano l'attenta applicazione di una strategia politica o se nascano direttamente dalla saggezza del suo animo. Il discorso ripercorre tutti i mali del nostro paese attraverso le parole di italiani comuni, ascoltati e citati da Giorgio Napolitano. Rispondere a cinque lettere di cinque cittadini. Questa è l'originale formula con cui il capo dello Stato decide di impostare il suo tradizionale discorso di fine anno alla nazione. Napolitano sceglie cinque missive giunte al Quirinale via email da cittadini che hanno deciso di scrivergli direttamente i propri pensieri. C'è chi chiede lavoro, chi chiede alla politica di ridurre le spese. "Mi sembra un proposito e un appello giusto cui peraltro cercano di corrispondere le misure recenti all'esame del Parlamento in materia di Province e finanziamento pubblico dei partiti". Così risponde alla lettera di Vincenzo che vive in un piccolo centro industriale delle Marche e che chiede al capo dello Stato se non sia il caso che "comincino anche i politici ad essere chiamati a fare dei sacrifici". "Daniela, dalla provincia di Como, mi racconta il caso del suo fidanzato che a 44 anni - iscrittosi allo sportello lavoro del paese - attende invano di essere chiamato e resta, per riprendere le sue drammatiche parole, giovane per la pensione, già vecchio per lavorare. Una forte denuncia della condizione degli esodati mi è stata indirizzata da Marco, della provincia di Torino, che mi chiede di citare la gravità di tale questione, in quanto comune a tanti, nel messaggio di questa sera, e lo faccio". "Io credo ancora nell'Italia ma l'Italia crede ancora in me?. Ecco vedete, aggiungo io, una domanda che ci deve scuotere". Così risponde alla email inviata da Veronica, 28 anni, che scrive da Empoli di una "crisi di quella fiducia nei giovani, di quella capacità di suscitare entusiasmo nei giovani senza cui una nazione perde il futuro". Altra novità riguarda la scenografia del discorso. Quest'anno il capo dello Stato non parlerà dalla consueta scrivania ma da quella di lavoro, alla quale riceve il premier e le altre personalità politiche nazionali e internazionali e sulla quale appunto legge le email. Parla di coraggio, di fiducia, di servizio per la patria. "Il coraggio degli italiani è in questo momento ingrediente decisivo per far scattare nel 2014 quella ripresa di cui l'Italia ha così acuto bisogno. Coraggio di rialzarsi, di risalire la china. Coraggio di intraprendere e innovare: quello che mostrano creando imprese più donne, più giovani, più immigrati che nel passato". Chiede uno sforzo, scelte lungimiranti e continuative con le quali devono misurarsi le forze politiche e il Parlamento. Servono riforme. "La sola preoccupazione che ho il dovere di esprimere è per il diffondersi di tendenze distruttive nel confronto politico e nel dibattito pubblico, tendenza all'esasperazione anche con espressioni violente di ogni polemica e divergenza, fino a innescare un 'tutti contro tuttì che lacera il tessuto istituzionale e la coesione sociale". Nomina i marò, Papa Francesco, la terra dei fuochi. Si difende: "Sono attento a considerare ogni critica o riserva obiettiva e rispettosa circa il mio operato. Ma in assoluta tranquillità di coscienza vi dico che non mi lascerò condizionare da campagne calunniose, ingiurie e minacce. Resterò presidente fino a quando la situazione del Paese e delle istituzioni me lo farà ritenere necessario e possibile e fino a quando le forze me lo consentiranno. Fino ad allora, e non un giorno di più, e dunque di certo solo per un tempo non lungo". Replica, citando alcuni passaggi del proprio messaggio alla nazione pronunciato il giorno del suo secondo insediamento al Quirinale, alle tante voci che lo volevano dimissionario proprio in questi giorni. Infine conclude con un augurio: "Buon anno alle vostre famiglie, dagli anziani ai bambini, buon anno a chi serve la patria e la pace lontano dall'Italia, buon anno a tutti quanti risiedono operosamente nel nostro paese. Guardiamo, lasciate che ve lo dica, con serenità e con coraggio al nuovo anno".
Napolitano, risponde agli italiani invitando al coraggio
"Resterò presidente fino a quando la situazione del Paese e delle istituzioni me lo farà ritenere necessario e possibile"
