Politica

«Primarie per salvare il centrodestra»

Valentina Conti «Il metodo per far vincere le prossime elezioni amministrative al centrodestra, riunendo le varie anime che si riconoscono nei valori alternativi alla sinistra, esiste». L'idea...

Praticamentecome ha fatto il Pd? «A maggio ci saranno le elezioni amministrative in molti comuni. Il centrodestra non può presentarsi diviso come è accaduto nelle ultime elezioni, perché il rischio è che in questo modo si continua a favorire i candidati della coalizione avversaria. Oggi, nel momento in cui sono sorti tanti partiti di centrodestra, c'è la possibilità di più candidature nel nostro schieramento. Dunque, bisogna dare un segnale di unità forte subito: scegliere il candidato migliore per ogni comune, contraltare al centrosinistra. No a candidature separate per vincere. Sì a primarie immediate per far scegliere ai cittadini ». A chi è indirizzata? «Il mio appello è a tutte le anime del centrodestra: Forza Italia, Nuovo Centrodestra, Fratelli d'Italia, La Destra, liste civiche e movimenti che sentono di appartenere al centrodestra. Tempistica e regole si sceglieranno comune per comune. Siamo in tempo per non perdere. Di modo per trovare un unico candidato senza passare per il sistema dell'"amico di", io conosco solo questo. Il centrosinistra lo fa, non capisco perché anche noi non dobbiamo trovare un modo». Ma il centrosinistra con il metodo delle primarie ha avuto anche i suoi problemi. «Tutto sta nel decidere le regole insieme. Penso a primarie aperte, per far partire già da subito la campagna elettorale, magari con la sottoscrizione da parte degli elettori di un'adesione culturale al centrodestra. Partecipazione possibile non solo agli iscritti dei partiti, però, perché queste iscrizioni sono spesso fantasiose: vecchie, superate, si fanno in blocco e non sono radicate sul territorio». Così si riuscirebbe a superare anche il discorso delle correnti? «Certo, le primarie risolverebbero anche quest'aspetto. Non ci sarebbe un problema di equilibrio, ma solo del candidato migliore. In Officine per l'Italia, a cui la mia associazione ha aderito, le primarie vengono individuate come metodo corretto di scelta sia all'interno del partito che per i candidati delle coalizioni». E la vede anche come una proposta che troverebbe riscontro nei vostri elettori? Non pensa che l'elettorato di centrodestra sia un po' stufo in generale? «I cittadini sono stufi dei partiti centralizzati che hanno portato allo scollamento fra politica ed elettorato. Le primarie sarebbero anche un modo per recuperare il rapporto con loro, senza dubbio, che sono stufi solo dei continui nominati dall'alto». Ha già sondato se qualche partito è favorevole alla sua idea? «Prima l'Italia di Alemanno e FdI, do per scontato siano d'accordo perché l'abbiamo scritto insieme nel manifesto di Officine. La proposta ribadisco che va lanciata a tutto il centrodestra. E il mio movimento è disponibile ad appoggiare un'unica coalizione di centrodestra solo se si faranno le primarie».

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.