«Non aumenterò l’Irpef comunale. La cifra che avremmo potuto incassare sarà coperta dalla centralizzazione degli acquisti su cui stiamo lavorando». Il sindaco Ignazio Marino vuole tranquillizzare i romani. Il Campidoglio non metterà ulteriormente le mani nelle tasche dei cittadini. Non ci saranno tentativi di reintrodurre l’aumento dello 0,3% di addizionale Irpef che il Governo Letta ha scongiurato stralciandolo dal decreto Salva Roma. «Una cifra che corrisponde a circa 130 milioni di euro. Noi questa somma andremo a recuperarla con la centralizzazione. Ci stiamo lavorando da due mesi. Grazie a questo progetto siamo in grado di non chiedere l’aumento della tassa comunale». Una sorta di spending review in salsa capitolina che fa tirare un respiro di sollievo ai romani, i quali sono tra i più tartassati d’Italia e pagano già il triplo di Irpef comunale rispetto ai milanesi. Il suo assessore al Bilancio, Daniela Morgante, ha detto che sarebbe stato meglio avere la possibilità di aumentare l’Irpef... «Siamo in grado di evitare questa eventualità proprio con la centralizzazione degli acquisti che, come spiegavo, coprirà per intero il gettito che sarebbe derivato dall’aumento dell’imposta comunale. Abbiamo in mente un taglio delle spese "intelligente" per non buttare via i soldi dei romani in modo stravagante come è stato fatto in passato». Quali voci andrà a tagliare? «Ci saranno risparmi sulla carta, sui computer, sui telefoni, insomma su tutti i materiali che permettono il funzionamento della macchina che fa capo al Comune. Ad esempio, si andrà a risparmiare anche sui materiali usati nelle scuole materne dal semplice utilizzo dei telefoni agli arredi. Non significa che investiremo di meno in questo settore ma che le spese saranno razionalizzate. Centralizzando ogni tipo di acquisto sarà possibile rivedere al ribasso le varie voci di spesa». In questi primi sei mesi di governo della città, la sua amministrazione è stata criticata per le poche delibere approvate in Aula. «La nostra attività è stata fin dall’inizio intensa. Sempre sul tema dei risparmi, faccio presente che il 3 luglio ho fatto adottare un provvedimento che cancellava l’uso delle auto blu degli assessori. Lo stesso parco auto del Campidoglio è stato tagliato del 23 per cento, un risparmio pari a 850.224 euro. Inoltre, abbiamo cancellato l’affitto di due autorimesse, una in via Tito Ombroni e l’altra in via Ostiense per le quali il Comune pagava un milione e mezzo l’anno. Per non parlare dei fondi in dotazione al gabinetto del sindaco passati da 7,2 milioni a 500mila euro». I rifiuti in questi giorni invadono le strade di Roma. Lei si è detto molto arrabbiato. Sul nostro giornale abbiamo sorpreso gli operatori dell’Ama che mischiavano i sacchetti dell’immondizia accuratamente separati dai residenti dell’Eur. È la prova di un fallimento? «Credo che ci siano delle eccezioni di lavoratori che non sono leali con se stessi e con la loro città. Non escludo che casi come questo possano accadere. Io stesso, qualche mese fa, sorpresi un lavoratore dell’Ama in via Ostiense che non gettava il vetro nell’apposito contenitore. Mi fermai, scesi dalla mia bicicletta e gli dissi che ciò che stava facendo era molto negativo. Non solo per il fatto in sé, ma anche perché se i cittadini lo avessero visto avrebbero avuto la sensazione che la loro determinazione nel portare avanti la raccolta differenziata fosse stata vana». Intende prendere provvedimenti per quanto accade all’Eur, uno dei quartieri pilota del nuovo modello di raccolta porta a porta? «Io non credo che tutti si comportino in quel modo. La correttezza e l’efficienza del sistema di raccolta sarà proprio uno degli elementi che chiederò siano rispettati alla nuova dirigenza». Come la sceglierete? «Abbiamo già avviato una serie di colloqui. Vogliamo selezionare persone competenti e di comprovata esperienza soprattutto nella raccolta differenziata. L’idea di fondo è diminuire al minimo la quantità di rifiuti da portare in discarica. Ricordo che siamo stati noi a chiudere Malagrotta che avrebbe dovuto cessare la sua attività sette anni fa. Era una ferita per tutto il continente europeo, una discarica di dimensioni enormi pari a duecento campi di pallone messi insieme». Quanti colloqui avete fatto per i nuovi dirigenti? «Circa una decina. Siamo alla fase finale di una selezione partita da decine di curricula provenienti da ogni parte d’Italia. Il nuovo cda dovrà essere competente. Il consiglio di amministrazione è composto da tre membri interni che devono già essere dipendenti del Comune e da due esterni. Noi sceglieremo proprio questi ultimi che andranno a rivestire la carica di amministratore delegato e di presidente. Io ho questo modo un po’ "bizzarro" di scegliere le persone più preparate. È nostro compito cercare esperti nella raccolta dei rifiuti, non ci servono luminari nella coltivazione dei fiori in serra». Gli attuali dirigenti hanno queste singolari competenze? «Non dico questo, ma vogliamo uscire da un periodo in cui le assunzioni venivano fatte in modo strano. Come è accaduto all’Atac dove al posto degli autisti si assumevano cubiste». La raccolta dei rifiuti, quindi, è colpa solo dei dirigenti o c’è un problema di carenza di organico degli operatori? «Il personale, circa ottomila unità, è già ai massimi livelli in rapporto alla popolazione residente. È inammissibile che chi ha responsabilità dirigenziali non preveda un evento come il Natale, quando la produzione dei rifiuti è maggiore rispetto agli altri periodi dell’anno. Se i turni non vengono programmati bene è un problema di organizzazione. Lo voglio dire chiaramente: il caos dei rifiuti sotto Natale è uno schiaffo a tutti i romani e alle romane. Proprio per domani (oggi, ndr) ho convocato una giunta che si dovrà occupare del problema rifiuti e di Ama». I romani fanno la differenziata ma a guadagnarci sono altre regioni dove si trovano gli impianti di compostaggio. Non le pare un controsenso? «La nuova dirigenza si deve occupare anche della impiantistica, ma confermo che noi non intendiamo costruire altri termovalorizzatori o inceneritori. La differenziata deve arrivare al 65% e i rifiuti non devono essere un costo ma una risorsa. È per questo motivo che abbiamo contattato anche alcuni dei maggiori esperti internazionali di "rifiuti zero", come Jack Macy o Pau Connet. I rifiuti da differenziare non potranno mai arrivare al cento per cento, soprattutto in una città come Roma. Ma la strada da seguire è questa. Vogliamo cambiare completamente rotta in un arco di tempo realistico di due, tre anni». Anche la situazione dei parchi e delle aree verdi non è delle migliori. Le ville storiche cadono a pezzi e in bilancio ci sono sempre meno fondi. «Il decoro urbano sarà una delle priorità del 2014. Su questo abbiamo preso un chiaro impegno tanto che ho spostato questa responsabilità direttamente al gabinetto del sindaco. Ovvero alla struttura che fa capo a me». I senza tetto hanno criticato il piano freddo del Campidoglio ritenuto insufficiente. Questo inverno sono già morti quattro clochard... «Le critiche sono sempre legittime. Anche io quando dirigevo il reparto di Chirurgia Trapianti negli anni ’90 avevo fatto appendere dei grafici alle pareti affinché venissero indicati tutti gli eventi avversi che si sarebbero potuti verificare durante l’attività lavorativa. Questo per dire che tutti noi dobbiamo porci il problema di come migliorare ciò che facciamo. Ma sull’aspetto dei senza dimora stiamo facendo molto. Abbiamo attivato 700 posti nelle strutture di accoglienza e abbiamo preparato 200 posti di "riserva" in vista di eventuali nevicate. Abbiamo coperto aree storicamente sguarnite come sessanta posti nel municipio di Ostia e altri venti a Prima Porta. Nel Bilancio è stato inserito un milione e mezzo in più (il 9%) di quanto stanziato lo scorso anno. Prima di fare questa intervista ho visitato l’associazione dei volontari del capitano Ultimo che si trova sulla Prenestina, una casa famiglia che si occupa di aiutare i ragazzi fragili. Lì ci sono dei casali abbandonati che intendo ristrutturare per creare dei luoghi di accoglienza per senza tetto e rifugiati». Nei prossimi mesi l’assessore ai Trasporti Guido Improta presenterà il nuovo piano traffico. Ci saranno aumenti del biglietto di autobus e metropolitane? «Il biglietto del bus non aumenterà assolutamente. Invece, dovrà cambiare il sistema dei controlli sui mezzi. Abbiamo un’evasione drammatica con i titoli di viaggio che non vengono quasi mai verificati. Sposteremo personale che svolge incarichi amministrativi per rafforzare i controlli. Oggi questo compito è svolto solo da settanta persone. Un numero incredibilmente basso in una città come Roma. Mentre noi stiamo parlando, oggi che è domenica, probabilmente i controllori in servizio saranno sì e no sette». Ha intenzione di proseguire sulla pedonalizzazione dei Fori che ha fatto infuriare chi vive in centro storico? L’aumento del traffico tra l’Esquilino e Monti è stato evidente. «Credo che dobbiamo proseguire su questa strada. Lo dico ai romani ma anche, e soprattutto, ai residenti del rione Monti che vivono in quella zona. Dobbiamo essere orgogliosi di essere i custodi dei luoghi dove Marco Antonio pronunciò l’orazione funebre per Giulio Cesare o dove si trova l’Arco di Costantino. Non possiamo permettere che siano vittima dei gas di scarico. Pochi giorni fa un barista in via del Tritone si è complimentato per il restauro della fontana in piazza Barberini. E mi ha detto: "Voglio vedere quanto tempo passerà prima che ridiventi nera". Ecco, questo non deve accadere ai Fori. Abbiamo una responsabilità di fronte al pianeta. Parlerò con i tassisti, offrendo loro un’intensificazione dei controlli contro gli abusivi e, in cambio, chiederò collaborazione per arrivare in tempi brevi a far passare dai Fori imperiali solo gli autobus. Poi dobbiamo lavorare alla pedonalizzazione del Tridente. Abbiamo già avviato un confronto positivo con i commercianti e i residenti». Questa estate lei chiese ai vigili urbani di presidiare le piazze più importanti del centro storico contro gli ambulanti abusivi. Il progetto è stato messo in soffitta dopo poco e i "vu’ cumprà" sono tornati a dilagare. Ha gettato la spugna? «Abbiamo concordato un piano mirato con il prefetto Giuseppe Pecoraro al quale ho chiesto di collaborare, perché questo fenomeno non può essere contrastato solo con la polizia municipale ma serve l’apporto di tutte le forze dell’ordine. Questo è uno dei temi centrali che abbiamo di fronte, dobbiamo lavorare insieme affinché la legge a Roma non sia un contenitore vuoto. Roma, come capitale d’Italia, ha una serie di costi in più da affrontare. L’assessore Morgante ha preparato un dossier dettagliato da inviare al Governo proprio per rendere conto di questo. Penso alle decine di manifestazioni, che ovviamente nessuno intende vietare, alla fortuna di avere un Papa come Francesco che raccoglie ogni settimana migliaia di persone. A questo sforzo che la Capitale sostiene va data una risposta adeguata». Quest’anno avete cambiato la luminaria di via del Corso. Dal Tricolore all’Arcobaleno. Cosa risponde alla critica che avete preferito l’icona del "gay friendly" al simbolo di unità del Paese? «Penso che sia stata una scelta giusta. Questo è un simbolo di pace e rispetto dei diritti di tutti». Nel recente passato ci sono stati dissapori e anche violenti scontri in giunta. Non ultimo lo scambio di accuse tra l’assessore ai Trasporti, Guido Improta, e la collega al Bilancio, Daniela Morgante. Ci sono rimpasti in vista? «No, non ci saranno. I contrasti, anche forti, ci possono essere. Anzi, è normale quando si sceglie una squadra di "numeri uno". Ho scelto come assessori persone molto competenti che tendono ad affermare con solidità le loro posizioni e a portarle avanti. L’importante sono i risultati». Che anno sarà il 2014 per Roma? «Lavoro tutta la settimana affinché Roma sia una città più vivibile e dove i turisti vengano sempre con maggior entusiasmo. Questo è lo sforzo che stiamo facendo».
Marino: «Non aumenterò le tasse ai romani»
Intervista esclusiva. 130 milioni che sarebbero arrivati dall’Irpef compensati dalla centrale unica degli acquisti
