Firenze ha bisogno di un sindaco a tempo pieno. Lo ha detto a «Il Tempo» l'ex assessore al Comune di Firenze Claudio Fantoni, unico avversario di Matteo Renzi alle primarie del Pd per il sindaco. Cosa sta accadendo sulle primarie e perché in passato ha abbandonato la giunta Renzi? «La rottura con Matteo è un fatto ormai noto. Ho lasciato a causa delle divergenze sulle politiche di Bilancio, sulla tenuta dei conti del Comune e sull'indirizzo oggettivo che aveva preso la politica della Giunta. Nelle politiche della spesa vi erano degli elementi positivi, ma la politica del Comune era troppo condizionata da fattori esterni e dalla campagna elettorale permanente del sindaco. Questa situazione ha condizionato la politica di Matteo. Una parte della base che mi ha proposto di candidarmi alle primarie per il Comune vuole che si ragioni sul futuro della città. Nessuno vuole che si pensi che Firenze si trovi in una condizione di normalità». Qual è il problema? «Oggi abbiamo un sindaco uscente al primo mandato che è diventato anche il segretario del Partito democratico. Il problema che solleviamo nel Pd non è formale, ma è sostanziale. Come si fa a gestire due incarichi di questa natura proprio nell'attuale momento?! Il buon senso dice che non è possibile. Se il sindaco non recupera questo buon senso allora facciamo una verifica sullo strumento democratico del partito: le primarie. Questo è il punto che vogliamo sollevare». Lei ha più volte attaccato Renzi dicendo che l'azione politica del segretario del Pd è incoerente. A cosa allude di preciso? «Il sindaco ha dichiarato che vuole proporre la politica delle larghe intese a Firenze, quelle larghe intese che ha contestato a livello nazionale. È da tempo che il segretario del Pd dice che una parte dei Democratici fiorentini dovrebbero staccarsi dal partito, alludendo alla corrente di sinistra. Ma il riferimento non è solo alla sinistra del Pd, ma a tutta quella parte del partito che solleva il tema di cui ho parlato prima: il futuro della città. Firenze ha bisogno di un sindaco a tempo pieno. Il sindaco Renzi ha detto che non ci sono problemi e che è disposto ad affrontare una scissione se non si farà come chiede lui. Anzi, si sta preparando ad una coalizione di moderati e di esponenti di centrodestra con l'appoggio di liste civiche. Non è immaginabile un partito come il nostro alleato con la destra». In queste settimane si stanno cercando di cambiare le regole delle primarie? «La Direzione del Pd toscano, alla presenza di pochi elementi, ha determinato un nuovo regolamento. Su questo potrebbe esserci un ricorso. Lo scopo di questa iniziativa è quello di evitare le primarie. Questa è una contraddizione per Renzi che le ha sempre invocate quando gli servivano e le ha chieste anche quando i regolamenti non lo consentivano. Ricordo che Bersani fece una deroga al regolamento del Pd per fare le primarie come le voleva Renzi. Oggi a Firenze vediamo un film molto diverso». Perché ha criticato Renzi sulla gestione urbanistica della città? «A Firenze stiamo andando verso la città metropolitana. Ma non si sta facendo nulla per questo. Oggi manca un piano strategico per la città. Manca un vero coinvolgimento delle energie migliori della città. E non sono state avviate grandi opere».
Fantoni: «Perché Matteo non fa le primarie da sindaco?»
La rottura con Matteo è un fatto ormai noto. Ho lasciato a causa delle divergenze sulle politiche di Bilancio
