Politica

Rogatoria dell’Interpol in Messico per ritrovare Angela Celentano

L’Interpol e la Procura di Torre Annunziata (Napoli) sono al lavoro. Già nel 2011 e nel 2012 le indagini si sono dirette all'estero

L’Interpol e la Procura di Torre Annunziata (Napoli) sono al lavoro su una nuova e più approfondita rogatoria in Messico nell’ambito dell’indagine sulla scomparsa di Angela Celentano, la bimba di tre anni di cui si sono perse le tracce il 10 agosto 1996 sul Monte Faito, nel Comune di Vico Equense. Secondo quanto Il Tempo è riuscito ad accertare, la richiesta di rogatoria è stata trasmessa nel novembre di quest’anno al ministero della Giustizia e alla Procura nazionale antimafia. I risultati delle due precedenti «incursioni» all’estero (2011 e 2012) hanno infatti lasciato ancora spazi per coltivare una speranza tant’è che un inquirente ammette che «la possibile presenza di Angela nel Paese centroamericano non è affatto esclusa». Che possa essere una presenza stanziale o di passaggio sarà poi l’inchiesta eventualmente ad accertarlo. Certo è che quest’ulteriore sforzo investigativo poggia sua una convinzione: che la piccola non sia deceduta, nonostante siano passati ormai 17 anni da quella maledetta gita domenicale, e che probabilmente sia rimasta vittima di un rapimento che assomiglia sempre più a un giallo internazionale. Non a caso, infatti, il fascicolo aperto dai pm vesuviani, coordinati da un magistrato esperto come il procuratore Sandro Pennasilico, è per sequestro di persona. Finora, le strade battute dalla magistratura italiana si sono rivelate infruttuose, e anche la collaborazione dei servizi segreti militari affinché, coi satelliti spia della Nato, tentassero di ricostruire la primissima fase della sparizione di Angela, non ha sviluppato alcun risultato apprezzabile. C’è però, e resiste, la pista messicana che sembrava, qualche tempo fa, definitivamente tramontata dopo il ritorno in patria della task force di esperti dell’Arma dei carabinieri. In attesa delle risposte di assistenza tecnica rivolte dalle autorità del nostro Paese a Facebook, per l’identificazione di cinque profili di interesse e per l’analisi del traffico web, le autorità italiane hanno deciso di lanciare un’inchiesta informatica su vasta scala per riuscire a rintracciare gli autori dei messaggi che, dal mese di maggio 2010 al novembre 2011, attraverso i social network e Msn, sono arrivati sulla casella di posta elettronica della famiglia Celentano. In uno di questi contatti, una giovane donna si era riconosciuta tra le lacrime nella foto della piccola Angela e aveva detto di chiamarsi Celeste Ruiz Tellez e di essere stata adottata da una famiglia benestante. Nella missiva, aveva aggiunto: «Ti invio una foto perché tu veda come sono ora, devo compiere 17 anni il 3 settembre». Le analisi del Racis dei carabinieri hanno rilevato una possibile compatibilità con le immagini della piccola, ma è ancora troppo poco per poter dire di aver risolto il caso. Anzi, la presenza della foto se da un lato ha spalancato le porte alla speranza, dall’altro ha reso ancor più complicato il lavoro sul campo. Celeste abiterebbe a Cancun, ma ha affermato di trascorrere spesso le vacanze ad Acapulco. Nessuno in città però sa chi sia né che luoghi frequenti. È un fantasma. Finora, si è scoperto che le connessioni telematiche a Facebook (tutte tranne due che agganciano, invece, una rete telefonica di un Internet Cafè di Acapulco) partivano dall’abitazione di un magistrato messicano, Cristino Ruiz Guzman. Sua è anche l’utenza cellulare che ha inviato uno squillo a casa Celentano. L’uomo è sposato con una funzionaria del ministero della Giustizia e ha due figli, un maschio e una femmina. Nella sua abitazione vive anche il figlio di primo letto della donna, un sarto 34enne. Tutti sono stati interrogati dalle autorità messicane che, sul caso della minore italiana, hanno aperto un procedimento penale parallelo così da snellire e velocizzare le procedure. Al nome di Celeste hanno detto di saper nulla. Non la conoscono, hanno giurato. E nemmeno immaginano come sia potuto accadere che qualcuno possa essersi connesso alla loro linea telefonica per accedere al profilo Facebook della ragazza. La stessa cosa l’hanno ripetuta i vicini di casa e altri soggetti, a vario titolo considerati d’interesse per le indagini: non uno di loro conosce la giovane donna né ha mai sentito parlare di lei e tantomeno è al corrente della tragica storia della povera famiglia Celentano. Chi si nasconde allora dietro l’account Fb? Un mitomane? Qualcuno che sa davvero come sono andate le cose? O si tratta proprio della ragazza scomparsa che, per motivi sconosciuti, ha dovuto improvvisamente troncare le comunicazioni con l’Italia? Certo è che, in realtà, le autorità del Paese centroamericano stanno comunque valutando se denunciare i coniugi Guzman e il sarto per falsa testimonianza perché sono apparsi contraddittori e reticenti alle domande degli investigatori. È vero che i sopralluoghi e gli interrogatori dell’Interpol, nel corso delle precedenti missioni, non hanno portato a rintracciare Angela, ma è altrettanto vero che ci sono misteri che attendono di essere chiariti. Come quello dei computer di Cristino Ruiz Guzman, i cui hard disk sono stati sostituiti appena ventiquattr’ore prima che l’Interpol li analizzasse per i rilievi del caso. Una semplice e sfortunata coincidenza, o c’è qualcosa di inconfessabile? Un altro aspetto su cui si sta concentrando l’attenzione degli investigatori è che la famiglia Guzman è di confessione evangelica come i genitori della piccola Angela. E, proprio nella piccola comunità religiosa di Vico Equense, si erano concentrate le prime indagini che avevano portato addirittura a mettere sott’inchiesta alcuni familiari dei Celentano, salvo poi essere archiviate poco dopo. La strada per chiarire definitivamente la pista messicana è comunque una sola. E porta direttamente a Menlo Park, in California, dove ha sede il quartier generale di Facebook. Senza le informazioni sui profili attenzionati (oltre a quello di Celeste Ruiz ci sono le sue «amiche» Norma Hilda e Claudia Torres) ben poco si potrà scoprire. Bisognerà capire da quanto tempo è attivo, quando è stato creato, con quali e quanti «amici» è entrata in contatto. Il gigante informatico non ha ancora risposto alle domande delle autorità giudiziarie italiane e messicane ed è probabile che un primo report arrivi entro il prossimo semestre. C’è poi un altro mistero da chiarire: la ragazza che dice di essere Angela Celentano assomiglia a una escort di nome Kira, ma conosciuta negli ambienti dei locali per adulti di Quintana Roo e dello Yucatan con i soprannomi di «Suri» o «Asusena». Chi lo ha fatto notare agli inquirenti messicani ha voluto lanciare un messaggio? Oppure ha tentato di depistare consapevolmente le indagini? E soprattutto: perché?

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