Caro Babbo Natale Scriviamo con la speranza che tu possa far vincere un bel concorso ad Harvard a Ignazio Marino così che il nostro sindaco possa tornare negli Usa senza continuare a devastare la nostra bella Roma con le sue cervellotiche iniziative. Te lo chiediamo perché questo signore sta facendo vergognare persino i suoi compagni di partito oltre a chi non l’ha votato e ai turisti allo sbando. Un sindaco che invece delle luminarie bianche come piacciono a te, Babbo, le ha volute accendere coi colori dell’arcobaleno come chiedevano gay e lesbiche accompagnandole a un albero così stitico in piazza Venezia che nemmeno in Albania. Un sindaco celebre per il buco di bilancio, il casino sulla discarica, la rimozione della foto dei marò, l’immobilismo amministrativo, la cultura allo sfascio, il concorso-farsa dei vigili e il concorsone bloccato con migliaia di candidati nel panico. Se ti trovi, non scordare un regalo analogo a Enrico Letta che ieri ha parlato con entusiasmo a un’Italia distrutta dalla sua straordinaria legge di stabilità che produrrà altre tasse dai nomi incomprensibili. E se ti avanzeranno altri viaggetti solo andata, portali a chi predica bene e non razzola altrettanto. Tipo chi? La signora Laura Boldrini, quella delle tre auto di scorte, dei poliziotti tutti per lei per le fregnacce sul web, della siepe al fratello pagata dal Ministero, del viaggio di Stato a sbafo del fidanzato in Sudafrica. Oppure, caro Babbo, concentrati su un viaggetto fuori porta per gli ex consiglieri regionali del Pd sott’inchiesta come il tanto vituperato Fiorito. Potremmo dilungarci oltre su dove mandare, a quale paese, il resto della triste politica nostrana, dei grillini ossessionati dai giornalisti, del centrodestra in stato confusionale. Il regalo vero, però, vorremmo che tu lo facessi a questo disgraziato Paese riportando a casa i due militari abbandonati in India, dando conforto ai nostri soldati sparsi per il mondo e alle forze dell’ordine maltrattate in patria. Ci piacerebbe riabbracciare i tifosi laziali ancora incarcerati(ingiustamente) a Varsavia, dare ristoro ai barboni romani che muoiono di freddo, a chi soffre in ospedale, ai detenuti stipati come bestie nei pentienziari. Caro Babbo Natale, fai quel che devi fare. Ma poi regalaci un sogno: prendi la slitta, caricaci la bicicletta e portati via Marino.
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