Politica

Via libera a "Salva Roma" e legge di Stabilità

Il governo incassa la fiducia alla Camera e al Senato. 340 sì per il decreto enti locali che arriverà al Senato il 28.La manovra passa con 167 voti a favore

Giornata positiva per il governo che incassa la fiducia alla Camera sul decreto "Salva Roma" (340 sì e 155 contrari) e al Senato sulla legge di Stabilità (167 sì, 110 no). Il primo approderà a Palazzo Madama il prossimo 28 dicembre. La seconda può definitivamente entrare in vigore anche se è probabile che nei prossimi giorni arrivino le modifiche annunciate dal premier Enrico Letta per placare l'ira degli comuni. La sintesi della giornata, comunque, è che l'esecutivo e la maggioranza che lo sostiene regge alla prova del Parlamento. E lo fa su due provvedimenti che negli ultimi giorni sono stati al centro di diverse polemiche. La decisione di porre la questione sul decreto "Salva Roma" era arrivata ieri, durante una giornata parlamentare scandita da riunioni a singhiozzo della conferenza dei capigruppo della Camera e piena di contraddizioni, colpi di mano, minacce di far saltare il tavolo. Alla fine, in deroga al principio che prevede che la fiducia possa essere votata solo dopo 24 ore che il governo ne abbia fatta la richiesta, si è deciso, con tutti i partiti d'accordo, di votare oggi alle 14.30. Dopo la norma “porcata” che prevedeva una riduzione dei trasferimenti a Regioni e enti locali che contrastassero il gioco d'azzardo – poi superata con l'accordo trovato in maggioranza per eliminarla dal decreto – a mettere a repentaglio la conversione del decreto in legge (scade il 30 dicembre) era stata la scoperta della norma che blocca lo stop agli affitti d'oro. Nella legge di Stabilità, infatti, era stata inserita, con un emendamento del grillino Riccardo Fraccaro, la possibilità per Montecitorio di rescindere i contratti di locazione all’immobiliarista Scarpelini per i “palazzi Marini” a Roma, che in 18 anni sarebbero costati alla Camera circa 444 milioni. Ma poi al Senato il relatore del Pd ha introdotto un emendamento al “Salva Roma” che abroga quella norma. E ieri, arrivato il decreto alla Camera, sul punto i grillini hanno fatto barricate. Tant'è che il governo si è deciso in extremis per far votare la fiducia oggi, nonostante già il Senato debba esprimersi in via definitiva sulla legge di Stabilità e la connessa conferma all'esecutivo. I deputati dovranno comunque tornare al lavoro già il 27 dicembre, perchè il ministro Franceschini ha dovuto cedere alle richieste dei grillini, promettendo che in quella data si potrà votare la norma per ripristinare la possibilità di recesso dagli affitti, che verrà inserita nel Milleproroghe. Mentre sulla legge di Stabilità, anch'essa blindata dalla fiducia per superare la bagarre sulle risorse sottratte ai comuni dalla riorganizzazione dell'Imu nella nuova Iuc, il governo ha già promesso un successivo decreto ad hoc col quale si potrà correggere le detrazioni Tasi per le famiglie e coprire il mancato gettito agli enti locali di circa 1,2-1,3 miliardi. Una descrizione della causa di queste “non-vacanze” natalizie per i parlamentari, la dà, con verve caustica e sintesi perfetta, Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia a Montecitorio, per il quale “governo e maggioranza sono in stato comatoso. Prima producono gli ingorghi parlamentari, subiscono gli assalti delle loro clientele, per poi finire sotto il ricatto delle cattive burocrazie ministeriali”.

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