Balle, balle, balle. E che balle. La storia che vi andiamo a raccontare riguarda l’ennesima balla che una sinistra pubblicistica ha spacciato per verità assoluta tramandandola ai posteri dall’alto della sua stucchevole superiorità morale. Una superiorità che se non aveva alcuna ragion d’essere prima figuriamoci oggi che gli scandali e le inchieste colpiscono anche gli eredi salottieri di un’ideologia sconfitta dalla storia. La balla del giorno si rifà alla vulgata sulla disastrosa situazione economica della Regione Lazio addebitabile a una gestione allegra della cosa pubblica da parte di quel fascistone di Francesco Storace. Per anni non c’è stata trasmissione tv, confronto politico, articolo di giornale, che non riportasse questa diceria della mala amministrazione di centrodestra che aveva messo in ginocchio la sanità e a seguire tutto il resto. A 18 mesi dal suo insediamento lo stesso Marrazzo, succeduto a Storace, minacciò di andare dai magistrati (poi effettivamente c’è andato, ma per cose che riguardavano sue questioni personali) in quanto il debito della sanità ereditato dalla giunta di centrodestra – a suo dire – era di 10 miliardi di euro. Un’esposizione con una consistenza di poco inferiore a un terzo della manovra finanziaria nazionale. Il povero Storace sono anni che prova a contestare i dati ma nessuno lo sta a sentire. S’incavola, alzava la voce, sfidava a duello chiunque: niente da fare. La balla più granitica di una sentenza di Cassazione è diventata un’ossessione per «Ciccio» Storace. Che però non s’è rassegnato, e ha fatto bene perché, fuori tempo massimo, la bugia è stata smascherata. Oggi nella manovra in corso di approvazione in consiglio regionale, la relazione in aula dell’assessore al Bilancio, Sartore e la relazione del Comitato regionale di controllo contabile (presieduto dalla grillina Corrado) hanno evidenziato come il disavanzo complessivo della Regione Lazio ha subìto un incremento notevole fino a 3 miliardi di euro a partire dalle annualità 2005 e 2006 con Marrazzo, e il trend negativo è proseguito negli anni successivi. Nel 2003, con Storace governatore, il debito della Regione Lazio era di appena 708 milioni. Signori democratici, basta lezioni di moralità. Risparmiateci i pistolotti e non rompeteci più (con) le balle.
La superiorità degli inferiori
di Gian Marco ChiocciBalle, balle, balle. E che balle. La storia che vi andiamo a raccontare riguarda l’ennesima balla che una sinistra pubblicistica ha spacciato per verità assoluta tramandandola...