Nel giorno dell’annuncio della chiusura di Villa Macherio dove Berlusconi ha vissuto con Veronica Lario fino al giorno della separazione il Cavaliere promette un nuovo impegno in politica. «Io non mi arrendo, non diserto il campo di battaglia, non tradisco la fiducia che in quasi trent'anni mi hanno dato milioni di italiani», ha detto il leader di Forza Italia intervenendo telefonicamente a una riunione elettorale di Area Centro Destra, un movimento nato a Catania. E Berlusconi annuncia ai suoi simpatizzanti una una passeggiata sul lungomare etneo «per caricare i tanti giovani e per convincere gli indecisi e ottenere la maggioranza, perché senza questa il nostro paese è ingovernabile». L’Italia è ingovernabile «perché le nostre istituzioni, quelle che ci dà la carta costituzionale, sono fatte non per decidere, ma per vietare. E questo è vero dal 1948 ad oggi», ha aggiunto Berlusconi. Il Cav ha ribadito quindi la necessità di «cambiare il nostro Paese e renderlo moderno, capace di competere con gli altri, di raggiungere una forma vera di democrazia e di libertà, come per esempio negli Stati Uniti dove ci son solo due grandi partiti, i repubblicani e i democratici. Se non riusciremo ad avere la maggioranza ci ritroveremo in una situazione che per dare un governo al paese bisognerà ricorrere alle larghe intese». Berlusconi boccia qualsiasi ipotesi di coalizione con il Pd e ventila lo spettro di un'alleanza tra il partito di Renzi e i grillini. «Immaginate il Pd al nostro fianco dopo quello che è successo, immaginate noi al fianco del Pd? Sarebbe una rovina dunque se il Pd trovasse un'accordo con il movimento Cinque stelle. Sarebbe la nostra rovina e la rovina del Paese. Per evitare questa minaccia abbiamo il dovere di impegnarci come non abbiamo mai fatto per convincere tutti gli elettori indecisi e quelli di Cinque stelle». Berlusconi punta sui giovani, su persone che arrivano dal mondo dell'impresa, dell'università, del lavoro per organizzare la nuova. «Deve essere il partito della gente. Nuovi protagonisti che sentono il dovere di fare qualcosa per il nostro paese, per costruirci un futuro di benessere e di libertà per noi e per i nostri figli». Il confronto con i giovani di Catania ha rappresentato anche l’occasione di dare un giudizio sul movimento dei Forconi. «Sono il sintomo di una crisi profonda» - ha aggiunto. Sarebbe sbagliato sottovalutare questo stato d’animo. «L'Italia rischia di precipitare nel caos sotto gli effetti della crisi economica, oltre a quella della credibilità della politica». Attenzione quindi alla «rivolta dei forconi che non è da prendere sotto gamba perché è un sintomo grave di un crisi vera con ragioni profonda» e da chi lo ha reso «incandidabile» e lo ha «escluso dal Parlamento». E alla fine dell’intervento sicialiano Berlusconi si toglie il sassolino dalla scarpa: «Hanno portato a temine il loro piano di quasi vent'anni, eliminare dalla competizione politica l'ostacolo che si è frapposto fa loro e la conquista definitiva del potere. Io sono ancora qui e non tradisco la fiducia che gli italiani mi hanno dato in vent'anni per non vedersi sotto il maglio spietato di un regime comunista e giustizialista». Ma il dibattito interno a Forza Italia sul sistema elettorale diventa intenso. Diversità di vedute richiamano la necessità di trovare una linea comune.
Il Cav boccia Letta «Italia ingovernabile»
Berlusconi non si arrende e rilancia «Una rovina l’alleanza tra Pd e Grillini»
