È in arrivo l’ennesimo regalo ai Comuni. Nella legge «milleproroghe» che sarà varata dal Consiglio dei ministri del 27 dicembre, potrebbero essere inserite le correzioni della Tasi (l’imposta sui servizi indivisibili) che porteranno ad un aumento dell’aliquota massima. I Comuni non soddisfatti dei 500 milioni di trasferimenti pubblici decisi dal governo con la legge di Stabilità e destinati alle detrazioni sulla Tasi, stanno esercitando un pressing serrato sul premier Letta e soprattutto sull’ex presidente dell’Anci e ora ministro degli Affari regionali, Delrio. I sindaci sostengono che non hanno risorse sufficienti a chiudere i bilanci e che i 500 milioni vanno integrati con altri 800 per complessivi 1,3 miliardi. Delrio si è mostrato particolarmente sensibile a queste richieste anche se l’attenzione ai Comuni, per evidenti ragioni elettorali, è sempre bipartisan. Dal momento che il ministro del’Economia Fabrizio Saccomanni ha alzato un muro per qualsiasi richiesta ulteriore di fondi, l’unica ipotesi sul tappeto è di alzare dal 2,5 al 3,5 per mille l’aliquota Tasi sull’abitazione principale. In questo modo i sindaci avrebbero un gettito di 1,5 miliardi e di questi, secondo Delrio, 800 dovrebbero essere destinati alle detrazioni. Al momento però non c’è un vincolo tra l’aumento dell’aliquota e le detrazioni. E qui potrebbe celarsi un bel regalo per i sindaci. I Comuni potrebbero alzare l’aliquota della Tasi ma senza l’obbligo di destinare tutto il maggior gettito alle detrazioni. La scommessa è vedere fino a che punto il governo riuscirà a rendere stringente questo vincolo o se si limiterà a lasciare libertà di decisione ai sindaci. «Con l’aliquota al 3,5 per mille il gettito Imu-Tasi per il 2014 arriverebbe a 28,2 miliardi mentre con quella bassa del 2,5 per mille il gettito sarebbe pari a 23,8 miliardi» spiega il presidente della Confedilizia Corrado Sforza Fogliani e sottolinea che rispetto al quadro delineato dal governo Monti c’è un aumento considerevole della pressione sugli immobili. «Siamo passati da un gettito Ici nel 2011 pari a 9,2 miliardi a 23,7 miliardi nel 2012, a 20 miliardi quest’anno per effetto dell’abolizione dell’imposta sulla prima casa a 28,2 miliardi il prossimo anno con l’aliquota al 3,5 per mille». Il presidente della Confedilizia mette in guardia dai rischi di lasciare ai Comuni totale libertà sulle detrazioni. «Queste sono un modo per conquistare voti. Il partito della spesa locale è bipartisan perchè accontenta i politici di ogni colore. Lo spreco si annida qui». Le conseguenze? «Aumenterà il calo delle compravendite». C’è poi un altro aspetto. Ovvero senza sconti ad essere favoriti saranno solo gli immobili con valore catastale più alto, mentre saranno penalizzati monolocali, bilocali e immobili in generale a basso valore che finora erano in larga parte esclusi dall’imposta municipale o ne pagavano in misura molto bassa. Le detrazioni dell’Imu pari a 200 euro per la prima casa e 50 euro a figlio, bastavano a cancellare il pagamento per cinque milioni di casi e diminuivano in modo importante i versamenti degli altri. La Cgia ha fato i conti dei rincari per le famiglie con l’aumento dell’aliquota al 3,5 per mille. «Viste le difficoltà economiche - dice Giuseppe Bortolussi segretario della Cgia - è facile ipotizzare che molti Comuni saranno costretti ad aumentare l'aliquota Tasi al nuovo massimo, penalizzando le famiglie più numerose». Nelle simulazioni della Cgia, il probabile aumento delle detrazioni fino a 1,3 miliardi consentirà uno sconto medio sulle prime abitazioni pari a 66 euro, contro i 200 euro - ai quali si aggiungevano altri 50 euro per ogni figlio - concessi dall'Imu nella versione 2012. Siccome la base imponibile della Tasi è la stessa dell'Imu, i rincari previsti nel 2014 potrebbero essere pesanti, soprattutto per le famiglie numerose. Per un nucleo con tre figli e una abitazione di tipo A2 (con rendita catastale di 620 euro), con un'aliquota al 2 per mille, l’aumento sarà di 29 euro, se al 3,5 per mille, l'aggravio, rispetto all'Imu, sarà, di 186 euro. Peggiora la situazione per le abitazioni A3. Già con l'aliquota all'1,5 per mille, il rincaro sarà di 40 euro, con il 3,5 per mille, l'aggravio sarà di 182 euro.
L’ennesimo regalo ai Comuni, Tasi più cara
Nella legge «milleproroghe» che sarà varata il 27 dicembre, potrebbero essere inserite le correzioni della tassa
