Un insolito sabato di lavoro (non capita tutti i giorni che i nostri deputati facciano gli straordinari a Montecitorio) con la solita dose di caos e polemiche. La Camera oggi era riunita per discutere due provvedimenti che devono essere approvati prima della pausa natalizia: la legge di Stabilità (che lunedì verra definitivamente approvata dal Senato) e il ddl sulle Province. Stabilità e lobbysti. Da giorni la legge di stabilità è sotto il fuoco incrociato di tutte le categorie sociali che non perdono occasione per lamentarsi di un testo che, a loro avviso, è assolutamente insoddisfacente. Ma oggi la polemica politica si è arricchita di un nuovo elemento. A scatenare il caso il MoVimento 5 Stelle che sul blog del comico aveva già pubblicato l'audio di una telefonata di un presunto lobbysta legato al Pd (potete ascoltarlo qui). Chiamata in cui l'uomo si vantava di aver impedito, esercitando pressioni sui Democratici, che venissero colpite le pensioni d'oro sopra i 150mila euro. Come? Facendo sostanzialmente riscrivere l'emendamento presentato dal capogruppo Pd alla Camera Roberto Speranza. La notizia non ha avuto moltissima eco fino a oggi quando, intervenendo per dichiarazione di voto sul testo, il deputato grillino Giorgio Sorial ha svelato l'identità del misterioso lobbysta (il tutto mentre i colleghi mostravano cartelli con la sua foto). "A decidere in Parlamento - ha attaccato - non sono i ministri, né i segretari di partito. Sono i lobbisti. Noi oggi denunciamo questi fatti in Aula e come furono cacciati i mercanti dal Tempio saranno cacciati i lobbisti. Il lobbista è Luigi Tivelli e se questo Parlamento avesse dignità lo caccerebbe". Il diretto interessato, ex funzionario della Camera, smentisce ovviamente tutto: "Frequento la Camera e negli ultimi giorni un po' la commissione Bilancio, sopratutto perché sto scrivendo un libro sull'evoluzione della vita parlamentare e nel quale ho previstio un capitolo sullo sfondamento della finanza pubblica che si è registrato nella II metà degli anni '80 ad opera della commissione Bilancio di allora. Il mio obiettivo era confrontare quello che accadde negli anni '80, con la situazione attuale e sono stato davvero confortato dal vedere la serietà del lavoro che si è fatto nella commisione in questa occasione". Tivelli spiega quindi di non conoscere "personalmente" Speranza e sulla telefonata aggiunge: "Tutto nasce da una telefonata, tra il serio e il faceto, fatta a un amico. Una telefonata che aveva un tono ironico. Io sono una persona ironica e spesso quando parlo con gli amici, nelle nostre conversazioni, usiamo l'ironia e le iperbole. Proprio così come è andata stavolta". Province. Chiusa la bagarre mattutina (la legge di Stabilità è stata ovviamente approvata), la Camera è tornata a riunirsi nel pomeriggio per affrontare il capitolo Province. La discussione doveva essere veloce e il via libera doveva arrivare in serata. Invece arriverà solo a tarda notte. A rallentare i lavori la plateale protesta di Forza Italia, Lega e MoVimento 5 Stelle che hanno abbandonato l'Aula quando la presidenza ha preferito non convocare la riunione dei capigruppo (inizialmente prevista alle 18) facendola slittare al momento in cui si sarebbero tenute le dichiarazioni di voto. "Di fronte al diniego sulla convocazione della conferenza dei capigruppo - ha spiegato il capogruppo di FI Renato Brunetta -, annuncio che il gruppo di Forza Italia lascia l'aula e così farà mancare il numero legale". Ironie dai banchi del Pd e dagli ex compagni di partito del Nuovo centrodestra che hanno subito sottolineato l'asse tra gli azzurri e i grillini. Alla camera #M5S e #FI abbandonano aula... da oggi i #grillini hanno un nuovo capo @renatobrunetta. — Barbara Saltamartini (@BSaltamartini) 21 Dicembre 2013 M5S e Forza Italia abbandonano l'Aula. Le larghe intese di Brunetta e Grillo pic.twitter.com/GylsUQBQA3 — Ernesto Carbone (@ernestocarbone) 21 Dicembre 2013 Alla fine la capigruppo stata convocata e ha deciso che il tutto si chiuderà entro stanotte. In ogni caso vale la pena sottolineare che si tratta del primo passaggio parlamentare e quindi dopo il via libera il provvedimento dovrà passare all'esame del Senato.
Lobby e Province, alla Camera un giorno di ordinario caos
I grillini denunciano con cartelli il "lobbysta" Tivelli. Poi escono dall'Aula insieme a Forza Italia
