Per quanto riguarda la situazione europea, il premier Letta chiede di «non sottovalutare il downgrade di Standard&Poor's», anzi: «È la dimostrazione che la transizione non è finita e che l'Europa e l'euro sono ancora sotto osservazione». Poi difende l'operato di Bruxelles: «Io non credo che il bilancio europeo e le prospettive europee meritino questo downgrade. Questi downgrade arrivano sempre con un tempismo non casuale, ma oggi le risposte che l'Europa dà vanno nella giusta direzione». In tanti gli chiedono della convivenza con Matteo Renzi, ma Letta non si scompone: «Penso che questi primi giorni abbiano dimostrato che quell'attesa di tensioni e sfracelli tra Matteo e me sia totalmente fuori luogo. Stiamo dimostrando che c'è un'intesa sulle cose concrete, che continuerà. Riusciremo a fare le cose necessarie per uscire dalla crisi senza ripiombare negli avvitamenti che sono sempre possibili». L'obiettivo è un nuovo anno migliore: «Le inversioni di tendenza ci sono tutte, come il calo delle tasse. L'anno prossimo debito e deficit avranno il segno meno e la crescita comincia a esserci già dal trimestre in corso». Poi conclude: «Sarei felice anch'io di essere in un Paese dove non c'è debito e deficit. Questa non è l'Italia. Adesso bisogna accelerare. Il 2014 sarà l'anno dell'accelerazione». Promette di accelerare anche il ministro per gli Affari regionali Graziano Del Rio. Sarebbe infatti in arrivo un nuovo decreto per correggere le detrazioni a favore delle famiglie sulle imposte che riguardano la casa e rispondere alle richieste dei Comuni in rivolta che denunciano un buco nei bilanci 2014 di circa 1,5 miliardi. Il provvedimento interverrebbe, in particolare, sulle detrazioni sulla Tasi, la tassa sui servizi indivisibili, e «servirà a dare flessibilità all'aliquota (della Tasi) per fare le detrazioni alle famiglie».
Letta va a caccia dei capitali stranieri
La promessa: a gennaio andrò in Svizzera Sono soldi italiani che devono rientrare
