Politica

Il governo non gioca più con le slot machine

Il Pd presenterà alla Camera un emendamento per cancellare la norma dal decreto Salva Roma

Alla fine lo ha ammesso anche Enrico Letta: la norma sulle slot machine «è stato un errore e il governo rimedierà». E il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni ha rincarato le critiche: «Su questo tema c'è necessità di fare chiarezza, l'idea che lo Stato favorisca questo tipo di giochi o sia disposto a fare degli sconti alle imprese che fanno gioco d'azzardo è assolutamente scorretta». «Si tratta di una realtà che va assolutamente gestita – ha aggiunto – io credo che le azioni che il governo ha preso ancora prima della legge di stabilità vadano nella direzione di limitare il fenomeno e di conoscerne la reale ampiezza, per sottoporla a oneri fiscali in modo che esca da quella zona grigia in cui poi possono infiltrarsi attività criminali». La norma era stata inserita in Senato nel decreto «Salva Roma» con un emendamento che prevedeva «la riduzione dei trasferimenti a favore di Regioni e Comuni qualora siano approvate norme in materia di gioco che determinino minori entrate erariali o maggiori spese statali. La riduzione quindi sarà corrispondente all'entità delle minori entrate o delle maggiori spese». In pratica dallo Stato arriveranno meno soldi a quegli Enti locali che vieteranno l’installazione di macchine per il gioco d’azzardo. Una norma inserita dal Nuovo Centrodestra ma che ha votato tutta la maggioranza, compreso il partito Democratico e Scelta Civica. Salvo poi ripensarci e criticarla duramente il giorno dopo. Così ieri il Pd ha annunciato che presenterà un emendamento soppressivo. Angelo Rughetti, relatore del provvedimento «Salva Roma», ha spiegato che appena il testo giungerà alla Camera presenterà, insieme a Michele Anzaldi e Luigi Bobba, un emendamento completamente soppressivo. «D'accordo con l'intero gruppo parlamentare del Pd cancelleremo questa norma, che va corretta per rinviare una materia così complessa ai decreti attuativi previsti alla delega fiscale» hanno spiegato. Renato Brunetta ne ha approfittato per attaccare Alfano. «Senza fare discorsi troppo impegnativi, sui pro e contro per i conti dello Stato della presenza di queste trappole elettroniche per gonzi, va detto che in Italia sono due milioni le persone soggette a ludopatia, con danni incommensurabili alle famiglie e alle casse degli enti assistenziali. Ci domandiamo: da quale recesso dell'animo è spuntata questo fiore macabro nel Nuovo Centrodestra? Ci possono spiegare Alfano, Lupi, Sacconi, Formigoni, Giorgetti e Schifani in cosa consiste, in riferimento a questa proposta da loro sostenuta, il loro ancoraggio alla dottrina sociale cristiana e ai valori del Ppe? O sono altri valori in gioco?»

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