Politica

Il ballo delle poltrone tra Rai e Enel

Gubitosi potrebbe lasciare il posto di dg e avere lo stesso incarico nell’azienda elettrica. Preziosi verso Bruxelles, Maggioni in corsa per la direzione del Tg1

Alla Rai c’è baruffa nell’aria: nel senso che, se pur in un momento politico alquanto congelato, non apparirebbero probabili grandi cambiamenti, è pur vero che «qualcosa si sta muovendo». La Rai è una grande azienda, con tante sedi, e qualche spostamento è sempre nell’aria. Ruota tutto attorno al semestre di presidenza italiana dell’Unione Europea, che inizierà il primo luglio del prossimo anno. Un evento politico di grande spessore durante il quale il già importante ufficio di corrispondenza Rai assume ancora maggior rilevanza. Eppure quell’ufficio ha perduto, non molto tempo fa, una figura importante: Mariolina Sattanino . A lungo corrispondente da New York, la Sattanino poi per un decennio è stata corrispondente da Bruxelles, fino a qualche mese fa quando fu chiamata a Roma, nominata nuova responsabile della struttura Rai Quirinale. Da allora la persona considerata «giusta» per l’importante sede europea è Antonio Preziosi , attuale direttore dei Radio 1 e del Gr Radio Rai. Lui, pugliese doc, scrittore e intellettuale, forse preferisce il tepore mediterraneo al rigido Belgio, ma è pur vero che, prima o poi, qualcuno ci dovrà pur andare. Attualmente a Bruxelles ci sono Giuseppina Paterniti e Bruno Ruffolo ; intanto la fatidica data del primo luglio 2014, quando la direzione dell’Ue sarà tricolore, si avvicina veloce. E un «rimescolamento di carte» negli uffici di corrispondenza della Rai lo daranno sicuramente anche le dimissioni di Antonio Caprarica , storico occupante della sede londinese, e non appare certo che dall’altra parte della Manica si recherà Marco Varvello , attualmente responsabile dell’ufficio di corrispondenza di Berlino che già, in passato, è stato la voce Rai da Londra. Ma, visto che Caprarica è andato via dalla Rai «sbattendo la porta», come ha detto lui stesso, solo da un paio di giorni, per la soluzione del problema appare necessario ancora del tempo. Se Preziosi si recherà a Bruxelles resterà il «buco» al Gr radio Rai e la mossa più semplice e naturale sarebbe la nomina di Flavio Mucciante , attuale direttore di Radio 2. Ma siccome le cose alla Rai spesso non sono semplici e naturali nel toto-incarichi entra anche Marcello Sorgi , ex direttore del Tg1 e della Stampa. Con un «effetto domino» il cda, il prossimo anno, si troverà a dover riordinare diversi uffici di corrispondenza: Mosca, Berlino, Washington. Questi «ritocchi», ma si potrebbero definire veri e propri giri di valzer, sono meno prevedibili anche considerando il recente cambio del capo del personale: a Luciano Flussi , infatti, è succeduto Valerio Fiorespino . L’esperienza insegna che i grandi cambiamenti in Rai avvengono dopo le elezioni, sono un effetto dell’onda politica. Ma, al momento, la situazione sembra comunque richiedere una serie di interventi che non riguardano solo i giornalisti. Potrebbe essere infatti necessario, in fondo tra non molto tempo, trovare un nuovo dg. L’attuale, Luigi Gubitosi, nominato un anno e mezzo fa, ha il contratto in scadenza nel 2015, ma il manager potrebbe decidere di chiudere prima. Nei primi mesi del prossimo anno sono infatti previste una serie di importanti nomine e Gubitosi potrebbe essere in lizza per una direzione. Se andrà, ad esempio, con un importante incarico all’Enel, sarà necessario sostituirlo. Ma questo è un problema futuro: infatti, prima di andare via l’attuale dg potrebbe decidere di portare a termine alcuni interventi, come dare una guida in rosa al Tg1. Alla testata giornalistica televisiva leader nel nostro paese potrebbe andare Monica Maggioni , chiamata in tutta fretta circa un anno fa proprio dal dg Gubitosi come direttore di Rainews24. E Mario Orfeo, attuale direttore del Tg1 andrebbe a ricoprire altri incarichi. Alla testata all news di Viale Mazzini a gennaio fu infatti necessario trovare un successore a Corradino Mineo , che lasciò in quanto candidato capolista per il Partito Democratico al Senato in Sicilia. In attesa di cambi politici di una certa consistenza ci sarebbero comunque in Rai una serie di spostamenti «pesanti». E intanto c’è già chi ipotizza una possibile «Era Renzi» che potrebbe portare una vera rivoluzione all’interno di Viale Mazzini. Per il momento, «Era Enrico Letta», le bocce non si dovrebbero muovere più di tanto. E c’è anche chi attende il futuro con una certa tranquillità: una delle certezze, non solo in Rai, è che in Italia nulla è più stabile del provvisorio.

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