Politica

Da Napoli fango hard sul Cav

Lavitola in manette per una presunta estorsione a Impregilo Un teste: «Aveva video a luci rosse di Berlusconi a Panama»

Valter Lavitola avrebbe filmato Silvio Berlusconi durante gli incontri con alcune prostitute a Panama e avrebbe conservato i video per ricattare l’ex premier. È il racconto fatto dall’imprenditore Angelo Capriotti al procuratore aggiunto di Napoli Francesco Greco e al pm Henry John Woodcock, che coordinano l’inchiesta per tentata estorsione che ha portato per l’ennesima volta dietro le sbarre l’ex editore de L’Avanti . Lavitola, che si trovava già agli arresti domiciliari nella sua casa di Roma a causa dell’indagine sui finanziamenti pubblici alla sua testata e per corruzione internazionale, ha ricevuto in mattinata la «visita» degli uomini della Digos di Napoli che gli hanno notificato il nuovo provvedimento di custodia cautelare. L’interrogatorio di garanzia è fissato per lunedì mattina davanti al gip Dario Gallo del tribunale di Napoli. Questa volta il faccendiere è finito nel mirino degli inquirenti per una presunta tentata estorsione ai danni del colosso industriale italiano Impregilo riguardante l’assegnazione di una serie di appalti a Panama. L’Impregilo, in particolare, doveva accollarsi il costo di finanziamento per la costruzione di un ospedale a Panama City, per un miliardo e mezzo di dollari, e in cambio avrebbe potuto realizzare la metropolitana. Secondo la ricostruzione dei magistrati napoletani, per convincere Impregilo a finanziare l’ospedale - nonostante l’appalto per la metropolitana fosse andato alla fine a un’altra impresa non italiana - Lavitola, mediatore grazie ai suoi rapporti con i politici panamensi, avrebbe minacciato ritorsioni, anche attraverso l’intervento dell’allora presidente del Consiglio Silvio Berlusconi sollecitato dallo stesso ex direttore de L’Avanti . Le indagini, infatti, hanno preso il via proprio da un’intercettazione telefonica tra Berlusconi e l’allora numero 1 di Impregilo Massimo Ponzellini, risalente al 2 agosto 2011. È il Cavaliere a chiamare Ponzellini: «Mi chiamano da Panama - le parole dell’ex premier - dicono che devo contattare i vertici Impregilo e dire che sulla questione ospedali dovete trovare l’accordo con Panama, altrimenti il presidente del Panama rilascerà alle 19.30 di questa sera ora panamense una dichiarazione per bloccare l’opera di Impregilo sullo stretto con un grave tracollo, pensano, conseguente in borsa per Impregilo. Io ti passo l’informazione così come me l’hanno lasciata scritta a seguito. Questo qui è quel tale Lavitola, no, amico del presidente del Panama. Mi ha telefonato sei volte». Il ruolo di Berlusconi, che non è indagato, si sarebbe limitato a quello di «vettore» inconsapevole. Secondo i pm, l’ex premier sarebbe stato «usato» a sua insaputa da Lavitola per recapitare la «minaccia» ai vertici di Impregilo. Ma il nome del Cav finisce ancora nelle maglie dell’inchiesta a causa della testimonianza di Angelo Capriotti, imprenditore del consorzio Svemark coinvolto in un affare di tangenti per la costruzione di carceri modulari a Panama e arrestato dalla polizia italiana a Zurigo l’8 marzo scorso. Capriotti avrebbe riferito agli inquirenti napoletani di aver appreso da Lavitola che l’ex direttore de L’Avanti aveva presentato escort a Berlusconi e persino filmato incontri sessuali. In occasione di un soggiorno a Panama dell’ex premier, Lavitola «aveva procurato, come avvenuto in Brasile, delle ragazze per il presidente del Consiglio Italiano». Capriotti sostiene inoltre che l’imprenditore Mauro Velocci, altro indagato nelle tangenti panamensi, gli disse che «aveva poi sottratto a Lavitola, duplicandoli, dei video a luci rosse riguardanti tali incontri, video che Lavitola stesso gli aveva girato di nascosto». Velocci disse anche di essere in possesso di video compromettenti sul presidente di Panama Martinelli, che sarebbe stato ripreso mentre assumeva cocaina. A smentire le indiscrezioni è stato l’avvocato di Berlusconi Niccolò Ghedini: «Non vi è stato alcun incontro e quindi non possono essere mai esistiti dei video. Del resto - spiega Ghedini - i trasferimenti e le permanenze del premier in Brasile e a Panama sono stati scanditi da continui incontri ufficiali, con la costante presenza, giorno e notte, della sicurezza locale e della tutela del personale della presidenza del Consiglio. Si tratta quindi di dichiarazioni di pura fantasia».

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