Politica

Alfano a Renzi: «Intesa nella maggioranza»

Angelino Alfano prova a mettere un freno a Matteo Renzi. Dopo aver dovuto ingoiare il rospo di una legge di Stabilità profondamente segnata dall’intervento del neosegretario del Pd a due passi dal...

Angelino Alfano prova a mettere un freno a Matteo Renzi. Dopo aver dovuto ingoiare il rospo di una legge di Stabilità profondamente segnata dall’intervento del neosegretario del Pd a due passi dal traguardo, il vicepremier prova a fare la voce grossa sul tema legge elettorale, il dossier che più sta mettendo in difficoltà la tenuta del governo. Alfano, ospite della trasmissione Virus, rassicura inizialmente sulla durata dell’esecutivo: «Sono componente di questo governo - spiega - perché ho creduto e credo che farlo cadere peggiorerebbe la situazione». Ma al tempo stesso lancia un chiaro segnale a Renzi sulla linea da tenere nelle trattative sulla legge elettorale. «Facciamo la riforma del voto - spiega - restituiamo ai cittadini il diritto di scegliere gli eletti, diminuiamo le tasse, facciamo tutto questo con un contratto di governo in 12 mesi e poi torniamo a votare nel 2015». Ma per il superamento del Porcellum il Pd dovrà avere degli interlocutori ben precisi. «Il tema non è da dove si comincia - dice Alfano - ma dove si arriva e il nostro obiettivo è stabilizzare il governo e non destabilizzare». «Io credo che dobbiamo intenderci su una base comune prima all’interno della maggioranza, poi si parla con tutti, certo anche con Forza Italia». Quanto a Silvio Berlusconi, Alfano riferisce di non aver ancora parlato con il Cavaliere in merito alla legge elettorale e minimizza i contatti in corso tra Pd ed Fi: «Sono cose assolutamente normali». Il tema del confronto con Renzi resta centrale. Nel primo vero e proprio faccia a faccia tra il vicepremier e il sindaco di Firenze, alla presentazione del libro di Bruno Vespa, si sono viste le scintille. «È normale tutta questa adrenalina - è l’opinione di Alfano - Renzi ha vinto il congresso del suo partito diventandone il segretario. Deve rappresentare il cambiamento. Mi auguro che tutta questa adrenalina la utilizzi per far andare avanti il governo». Infine una stoccata sui rapporti del Pd con la Cgil: «Nel suo discorso di insediamento Renzi ha chiarito di essere un leader di sinistra-sinistra. Noi, invece, siamo moderati e per questo alternativi. Ora aspettiamo di capire se sarà più vicino alla Cgil o alla sinistra socialdemocratica».

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