Politica

Volo di Stato al «nipote» di Letta

Altro che Boldrini. La storia del funzionario di Palazzo Chigi che si dimise dopo aver preso un aereo per vedere il Gp a Monza

Due pesi e due misure: è proprio il caso di dirlo riguardo a chi può usufruire dei voli di Stato. Da una parte la vicenda della presidente della Camera, Laura Boldrini, «volata statalmente» in Sudafrica con il compagno e dall’altra quella di Riccardo Capecchi, ai tempi funzionario della presidenza del Consiglio dei ministri, «pizzicato» nel settembre del 2007 sul famoso volo Linate-Roma, quello del Gran Premio, per il quale l’allora ministro Clemente Mastella fu «attaccato e umiliato», come ha detto lui stesso. Riccardo Capecchi definì una «leggerezza» l’aver usufruito di quel volo. E si dimise. Anche per Laura Boldrini è stata usata la parola «leggerezza». E basta. Riccardo Capecchi, oggi, preferisce non ricordare quella vicenda e non ne parla. Ma ricostruire la storia è molto semplice. Era il settembre del 2007 e da Roma partì un volo, di Stato, appunto, con i ministri Rutelli e Mastella verso Linate, per consentire loro di partecipare alle premiazioni ufficiali del Gran Premio d’Italia di Formula Uno. L’aereo torna nella Capitale caricando a bordo vip e meno vip, anzi, aventi diritto e non aventi. Tanto l’aereo era grande. Tra questi anche Capecchi, oggi tesoriere di «VeDrò», la fondazione creata da Enrico Letta, che ogni anno organizza incontri politici nella cittadina di Drò, in Trentino. Capecchi è anche nipote acquisito dell’attuale premier. Su quel volo, all’epoca del secondo governo Romano Prodi, con Rutelli e Mastella c’era anche lui. Ma per lui non ci fu bisogno di esposti, «giornalate» e richieste di intervento della Corte dei Conti. Fu «pizzicato» da Dagospia, il sito di gossip di Roberto D’Agostino, colto con una fotografia. E fu a Dagospia che Capecchi comunicò le sue dimissioni con una lettera. «Caro D’Agostino - scrisse allora Capecchi al "pizzicatore" - il sito di Dagospia ha pubblicato una mia foto mentre mi imbarco sul volo di ritorno da Milano che riportava a Roma il Vice Presidente Francesco Rutelli dopo il Gran Premio di Monza. Ero su quel volo di ritorno da Milano per atto di cortesia del Ministro Rutelli dopo aver partecipato a titolo strettamente privato al Gran Premio e tengo a precisare che ero in possesso di un biglietto regolarmente acquistato per il volo AZ 2119 delle ore 20.00 da Linate a Fiumicino». E ancora: «Sono certo di non aver commesso alcun illecito o violazione di legge ma consapevole tuttavia di aver compiuto una leggerezza: mi è ben chiaro che non tutti hanno l’opportunità di salire su un volo di Stato in alternativa ad un volo di linea solo per risparmiare alcune ore di attesa. Ciò a prescindere che in quella circostanza vi siano o meno fotografi appostati per fare degli scoop giornalistici contro questa o quella Autorità dello Stato. E credo anche che nella vita si debba essere conseguenti e che i comportamenti individuali anche del più piccolo collaboratore, quale io sono, non debbano in alcun modo inficiare ruoli ed istituzioni, esse sì importanti e prestigiose. È per questo motivo che ho già ritenuto opportuno rimettere in modo irrevocabile il mio incarico presso la Presidenza del Consiglio....», firmato Riccardo Capecchi. D’Agostino rispose brevemente: «un gesto che Le fa onore». Dopo il volo a Johannesburg: polemiche, un esposto, proteste e la presidente Boldrini che ha affermato: «Sono andata in rappresentanza della Camera dei deputati. In questi giorni qualcuno ha provato a mettere insieme cose che sono profondamente diverse. Utilizzare l’aereo di Stato per andare a rendere l’estremo omaggio a Mandela, non è la stessa cosa che andare a vedere una partita di calcio». E poi ha scritto, naturalmente non a D’Agostino, ma al direttore di Repubblica, per ringraziare Corrado Augias «per il tono misurato con cui ieri nelle sue rubriche ha voluto intervenire nelle polemiche seguite al mio viaggio». E poi ripete quel termine, già usato da Augias: «leggerezza». Ma, appare evidente confrontando le vicende, che ci sono leggerezze e leggerezze.

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