Sulla legge di Stabilità ci sarà il voto di fiducia. E i più maligni potrebbero insinuare che il governo abbia voluto blindare un provvedimento che, presentato all’insegna delle migliori intenzioni, si è trasformato via via in un carrozzone pieno di «marchette», mance, concessioni alle lobby. L’elenco delle misure di dubbia utilità - ma di certa spesa - è lungo. Ma a fare scalpore è che, se con le vecchie leggi finanziarie l’assalto alla diligenza avveniva soprattutto a opera del Parlamento, stavolta un ruolo da protagonista lo ha svolto la stessa compagine di governo. Il caso più eclatante è quello del comma 9-bis all’Articolo 1 della legge. Vi è scritto che «su proposta del ministro per la Coesione territoriale, di concerto con il ministro dell’Economia e delle Finanze e con il ministro per la Pubblica amministrazione e la Semplificazione (nell’ordine, Delrio, Saccomanni e D’Alia, ndr)», «è autorizzata l’assunzione a tempo indeterminato di un contingente di personale nel numero massimo di 120 unità altamente qualificate, eventualmente anche oltre i contingenti organici previsti dalla normativa vigente, per le funzioni di carattere specialistico, appartenente all’area terza». E di cosa dovrebbero occuparsi i 120 nuovi assunti «a tempo indeterminato»? Semplice: di «controllare» come vengono gestiti gli interventi cofinanziati dai Fondi strutturali europei. Costo per le casse dello Stato? Oltre cinque milioni di euro, per la precisione 5.520.000 annui a decorrere dal 2014. Non è certo l’unica «marchetta» inserita nella legge che dovrebbe garantire il rilancio del Paese. Secondo i calcoli fatti dal capogruppo alla Camera di Forza Italia, Renato Brunetta, per realizzare i vari provvedimenti che servirebbero solo a compiacere una parte di elettorato sarebbero stati stanziati quasi 150 milioni di euro. Solo nel 2014, ovviamente. Ben oltre, per fare un esempio, la contestatissima quota di finanziamento pubblico ai partiti che il governo si è vantato di cancellare (ma solo dal 2017). Vale la pena di esaminare nel dettaglio altre di queste «perle». Il comma 13-bis, ad esempio, concede 2 milioni di euro all’Istituto nazionale ricerche turistiche (Isnart) «diretto a rafforzare l’attività di promozione di certificazione del marchio "Ospitalità Italiana - Ristoranti Italiani nel mondo", svolta dall’Istituto medesimo». Sarà anche una scelta meritoria, in fondo la ristorazione resta uno dei (pochi) vanti del Paese. Ma era davvero una priorità? Non finisce qui. Anzi, si arriva ai provvedimenti «territoriali». Si parte dal comma 47- bis: 3 milioni di euro per «il trasporto marittimo veloce di passeggeri tra le città di Messina, Reggio Calabria e Villa San Giovanni». Con il tramonto del progetto del ponte sullo stretto, meglio puntare tutto sui traghetti... E ancora: comma 49-bis: 200mila euro per uno studio di fattibilità finalizzato al miglioramento dell’offerta trasportistica nell’area dello Stretto di Messina. Probabilmente è un’ossessione della politica... Non è solo la Sicilia ad essere omaggiata dalla benevolenza dei parlamentari. Anche la Puglia può dirsi soddisfatta grazie ai 500mila euro che vengono concessi per l’area marina protetta della zona di Grotte di Ripalta-Torre Calderina. E la Calabria? Ce n’è per tutti: arrivano 126 milioni di euro per i lavoratori socialmente utili (comma 132). E visto che anche la musica è importante, come ignorare l’orchesta «I Virtuosi italiani» di Verona o l’Orchestra del Mediterraneo presso il Teatro San Carlo di Napoli? Ai «virtuosi» veneti vanno 300 mila euro finalizzati «al sostegno della programmazione musicale», all’orchestra campana un milione tondo tondo. Provvedimenti che daranno di certo grande popolarità al governo tra i musicisti. Ma potrebbero non bastare per regalarsi un’immagine vincente al cospetto dell’Europa. No problem, ci sono i 2 milioni di euro per la comunicazione durante il semestre di presidenza italiana del consiglio dell’Ue previsti dal comma 174. Dalla Fondazione Memoriale della Shoah di Milano (900 mila euro) al polo museale Eur S.p.a. (100 milioni) sono tanti gli enti che brinderanno all’approvazione della legge di Stabilità. Ma saranno contenti anche i 500 giovani volontari «da impegnare in azioni di pace non governative nelle aree di conflitto o di emergenza ambientale», per il cui addestramento sono stati stanziati tre milioni di euro per ciascuno degli anni 2014, 2015, 2016. Oggi, alle 12,10, il maxiemendamento sarà sottoposto al voto di fiducia della Camera. Il 23 dicembre, in pieno clima natalizio, i «regali» del governo dovranno essere approvati definitivamente dal Senato. Anche se le polemiche non accennano a placarsi. «Siamo chiamati a votare la fiducia non su una legge di stabilità - ha tuonato Massimo Corsaro di Fratelli d’Italia - ma su una vecchia legge finanziaria, alla quale si sono assommate cinque o sei leggi-mancia, palesemente illegittima». «Letta mette la fiducia sulla legge di Stabilità per salvare tutte le marchette e per tutelare le lobby» è la denuncia del gruppo del M5S alla Camera. Per una volta, difficile dargli torto.
Stabilità, ecco le «marchette» dei parlamentari ai loro amici
Ci sarà il voto di fiducia. E i più maligni potrebbero insinuare che il governo abbia voluto blindare il provvedimento
